Sicurezza
Istituti di vigilanza disposti controlli a tappeto
Li annuncia il questore di Pisa dopo il grave fatto di sangue avvenuto a Navacchio e per le irregolarità emerse dall’ispezione alle “Guardie di città” coinvolte nel fatto
NAVACCHIO. È cominciato l’iter del procedimento amministrativo aperto nei confronti dell’istituto di vigilanza “Corpo Guardie di città” di Pisa, rimasto coinvolto nel grave fatto di sangue avvenuto, a metà agosto, all’uscita del Palabingo di Navacchio dopo che una guardia giurata dell’istituto, Davide Giuliani, 46 anni, di Santa Maria a Monte, si è improvvisato rapinatore. Il colpo è fallito ma il vigilante è stato ucciso dal collega, Simone Paolini, 37 anni, di Pisa. Per una serie di circostanze che suonano ancora di più come una beffa, il rapinatore, al quale peraltro l’istituto aveva ritirato in maniera senza spiegazioni e dunque in maniera che potrebbe risultare illecita i titoli di polizia senza comunicarlo a questura e prefettura, era in regola con le licenze e il porto d’armi.
Mentre lo sparatore stava effettuando un servizio di ritiro di valori ma non aveva richiesto il rinnovo del decreto di guardia particolare giurata e quello del porto d’armi che era scaduto da mesi. Partendo da queste irregolarità emerse subito dopo la tragedia, nell’istituto di vigilanza è stata svolta un’accurata ispezione che si è conclusa con la richiesta da parte della questura della misura della revoca o della sospensione immediata della licenza. La polizia ritiene che le violazioni riscontrate al regolamento di servizio previsto per gli istituti di vigilanza abbiano avuto anche ripercussioni sulla sicurezza delle guardie stesse che, tra l’altro, non avrebbero effettuato neppure le necessarie esercitazioni di tiro al poligono.
Ora che c’è stato l’avvio del procedimento l’azienda, che naturalmente punta a salvare la propria attività e i posti di lavoro, ha tempo trenta giorni per presentare le memorie difensive. Successivamente però la prefettura di Pisa dovrà prendere una decisione sapendo che sul delitto avvenuto a Navacchio sono puntati gli occhi non solo dei cittadini ma in modo particolare degli altri istituti di vigilanza e della magistratura.
Il questore di Pisa, dottor Alberto Francini, senza entrare nello specifico dell’esito dell’ispezione effettuata dopo la tentata rapina finita nel sangue, anticipa che già da settembre, quindi a breve, partirà una campagna di controlli capillari che riguarderà tutti gli istituti di vigilanza. «Credo valga la pena precisarlo anche perché – dice il dottor Francini – vorrei sgomberare il campo da possibili malintesi. Non si tratta di controlli mirati ad un solo istituto. Abbiamo cominciato dalle “Guardie di Città” dopo il grave di Navacchio e ci siamo resi conto, che oltre ai controlli che vengono effettuati di routine c’è bisogno di verifiche più approfondite». Le stesse “Guardie di città”, di cui è titolare Mariano Bizzarri Ollandini, era stato oggetto di un’ispezione a gennaio. Ma buona parte delle violazioni emerse riguardano i mesi successivi e a mano a mano che arrivano i riscontri le forze di polizia stanno procedendo con nuove acquisizioni di materiali e documenti nell’azienda.
Del resto l’istituto dovrà motivare per quale ragione nel corso del tempo sono state impiegate nei vari servizi guardie che non erano in regola con le licenze, oppure per quale motivo nell’azienda sono state trovate pistole che invece avrebbero dovuto essere al seguito dei relativi proprietari o nelle loro abitazioni. Infine, il regolamento di servizio della questura di Pisa dispone che il trasporto valori ai affidato a guardie particolari giurate che hanno al loro attivo almeno due anni di anzianità di servizio. Ma anche su questi aspetti, come per altri che riguardano nello specifico gli obblighi connessi alla gestione di un istituto di vigilanza sono state riscontrate irregolarità. Intanto vanno avanti anche le indagini dei carabinieri per gli aspetti che riguardano l’uccisione della guardia giurata.
Dopo l’ispezione, come si ricorderà, la questura aveva sequestrato la pistola di Daniele Paolicchi, braccio destro di Bizzarri e capo servizio dell’istituto. Anche lui, come altre guardie giurate, non aveva rinnovato il porto d’armi per alcuni mesi pur avendo continuato ad effettuare servizi armati di vigilanza.
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