Il dolore
Buralli riscopre il Gran Varietà
Il giovane showman santacrocese punta su musica, cabaret e magìa
SANTA CROCE. L’ultima frontiera del Varietà rivive nelle piazze, attraverso il divertimento intramontabile di una svago antico e popolare. Uno svago “leggero” nato nei caffè dell’Ottocento e nei teatri, approdato in televisione e adesso rispolverato in chiave moderna e con un pizzico di toscanità, tenendo sempre fede alla tradizione.
È l’ultima invenzione del santarocese Daniel Buralli, 29 anni, deejay, presentatore e animatore conosciutissimo fra locali, discoteche e manifestazioni in giro per la Toscana e non solo. Un “animale” da palcoscenico che ha deciso di dare una svolta alla propria carriera. «Dopo 10 anni di attività nel settore dello spettacolo - racconta - ho sentito il bisogno di qualcosa che mi rispecchiasse a 360 gradi: non volevo più essere solo presentatore, ma anche cantante e cabarettista». È così che Buralli ha iniziato a mettere insieme un gruppo di artisti, capaci di unire in un solo spettacolo la musica e l’intrattenimento, il canto e l’illusionismo. Il tutto con l’aiuto del collega Maurizio Bianchi (in arte Nejo dj), con cui è stata assemblata una band composta da musicisti d’esperienza: Alessandro Biondi, Joe Firenze, Francesco Miceli, Omar Daini e lo stesso Bianchi al basso. A loro si aggiungono la cantante Lisa Buralli, sorella di Daniel, che proprio dal fratello ha ereditato la grande passione per il canto, insieme al celebre mago e prestigiatore Goldman (al secolo Stefano Fortino). Il risultato è uno spettacolo nuovo e al tempo stesso d’altri tempi, che ha avuto il primo esordio poche settimane fa a Massarella.
«Un palco importante - dice Buralli - sul quale negli anni sono passati tanti grandi artisti. Per questo, quando la contrada Massarella mi ha contattato chiedendomi di riempire un venerdì, ho pensato che fosse l’occasione ideale per mettere alla prova la novità». Da qui il nuovo spettacolo, dal nome “Gran Varietà”, che Buralli è deciso adesso a portare “in tournée” in Italia e in Europa. «Non abbiamo inventato niente - dice - Abbiamo semplicemente rispolverato in chiave moderna una cosa che non si vede più. In un momento in cui dominano i talent, abbiamo portato in scena un intrattenimento capace di coinvolgere il pubblico, in un connubio che unisce musica, canto, cabaret e magia. E il risultato è andato al di là delle aspettative». (g.p.)
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