Sicurezza
La consulta di quartiere boccia i varchi elettronici
No alla decisione del Comune d’installare le telecamere al villaggio scolastico Ma l’assessore Franconi tira dritto: «Al momento è l’unica soluzione praticabile»
PONTEDERA. La consulta di Fuori del Ponte non vuole i varchi all’entrata del villaggio scolastico. Il messaggio è stato lanciato mercoledì sera nel corso dell’assemblea di quartiere. Pollice alzato per il campus studentesco chiuso al traffico, ma opposizione decisa al metodo dei varchi elettronici. I cittadini non digeriscono l’idea che in prossimità dei quattro ingressi al complesso dove sorgono istituti superiori e licei, ovvero via Firenze, via Torino, via Milano e via Bologna, vengano installate delle telecamere in grado di “leggere” le targhe delle auto in transito, così da permettere alle vetture dei residenti di accedere all’area, facendo scattare la multa invece per gli automobilisti trasgressori.
La consulta si è riunita insieme all’assessore alla mobilità sostenibile, Matteo Franconi. Non sono mancati momenti particolarmente concitati, con gli abitanti del quartiere che hanno espresso tutte le loro perplessità sul metodo di chiusura al traffico.
«Per molte persone si tratta di un sistema restrittivo, che impedisce di accedere a un’area piuttosto vasta della città in cui sorge anche il parco dei Salici. Ho ricevuto diverse lamentele da alcuni professori e altri lavoratori che hanno a che fare tutti i giorni con la scuola», spiega il presidente della consulta di Fuori del Ponte, Riccardo Minuti.
Durante il confronto, che si è svolto al teatro Era, è emerso inoltre il malcontento dei cittadini, infuriati per non essere stati chiamati in causa nel percorso partecipativo che ha portato all’ideazione del villaggio scolastico pedonale.
«Avremmo voluto essere consultati in anticipo. Sono state prese in considerazione le idee degli studenti, che sono una componente piuttosto transitoria. Sarebbe stato giusto – prosegue Minuti - sentire anche il parere di chi il quartiere lo vive tutti i giorni».
Attimi di tensione, sfumati infine con l’apertura dell’assessore Franconi, che si è detto pronto a valutare proposte: «Ho spiegato chiaramente la volontà dell’amministrazione comunale, che ha intenzione di mettere in sicurezza l’area delle scuole chiudendola al traffico. Per fare ciò, abbiamo individuato i varchi come soluzione più idonea. Non ci sono altre strade percorribili al momento. Siamo comunque disposti a dialogare con la popolazione di Fuori del Ponte per suggerimenti e idee».
Da una parte le braccia incrociate degli abitanti dello storico quartiere. Dall’altra i progetti di Palazzo Stefanelli. «Franconi ha detto senza usare mezzi termini che la partita è aperta e noi faremo la nostra parte. Organizzeremo una serie di consultazioni popolari nelle prossime settimane – rivela Minuti - e raccoglieremo le idee della gente».
Durante l’assemblea di mercoledì c’è addirittura chi ha minacciato lo scioglimento della consulta qualora il Comune non dovesse dimostrarsi disponibile al dialogo. Un’eventualità a cui Minuti non vuole neppure pensare: «Il confronto con le consulte è necessario, l’assessore ci ha garantito che ci sarà. Se non dovesse concretizzarsi, alcuni membri si dimetterebbero, ma non credo che arriveremo a una situazione del genere».
La domanda viene da sé. Il sindaco Simone Millozzi ha dichiarato alcune settimane fa che i varchi saranno installati a gennaio 2016. La presa di posizione della consulta di Fuori del Ponte rischia di far slittare il taglio del nastro? «Abbiamo quattro mesi di tempo per parlare e confrontarci. Escluderei uno slittamento della pedonalizzazione della zona delle scuole».
Minuti si augura di arrivare a una soluzione condivisa: «Dalle consultazioni popolari possono venire fuori idee e proposte interessanti. Esporremo le nostre ragioni alle istituzioni cercando una soluzione in grado di soddisfare le esigenze di tutti».
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