Sicurezza
La comunità ferita s’unisce nel nome della scuola
Nemmeno gli organizzatori immaginavano che arrivassero duecento persone a ripulire le aule devastate: ecco cosa le ha spinte a rispondere all’appello
CASCINA. Non si è ancora spenta l’eco della mobilitazione che l’altro giorno ha visto duecento persone rimboccarsi le maniche e andare alla scuola dell’infanzia “Il Panda” - devastata dai vandali - per ripulire tutto e far sì che le aule possano essere pronte (almeno si spera) per l’apertura dell’anno scolastico.
Duecento persone sono tante e forse nemmneno gli organizzatori si aspettavano un numero così elevato. Merito anche dei social network che hanno fatto da tam tam.
Le operazioni di pulizia hanno avuto il volto di una mamma preoccupata per lo sfregio subito dalla scuola frequentata dalla figlia. Ma anche il sorriso di una cittadina che alunna lo è stata tanto tempo fa.
Ecco le tante facce della giornata di solidarietà - così è stata definita - organizzata dall'amministrazione comunale di Cascina. L’appuntamento ha unito la comunità cascinese, che vede la scuola di via Galilei come un punto di riferimento. In tanti da piccoli hanno giocato tra quelle mura. Molti altri ci hanno portato i figli. Impossibile rimanere indifferenti dopo i danneggiamenti dei vandali.
Vanina Viegi è stata tra le prime a indossare i guanti e a grattare via con la setola i segni di pennarello e tempere lasciati sul pavimento: «Sono una volontaria, ho frequentato la scuola tantissimi anni fa, la sento ancora un po' mia. Per me è il centro fondante della comunità. Mi è sembrato il minimo venire qua a dare una mano».
Poi c’erano i genitori. Quelli colpiti al cuore dall'intrusione dei vandali, come Silvia Cateni, madre di una bambina iscritta al secondo anno: «Siamo tanti, anche genitori di bambini che frequentano altre scuole. Questo brutto gesto ci ha spinto a fare qualcosa. Pensare che qualcuno si sia introdotto nell’asilo dove va la mia bimba, dove ha tutti i disegni e i suoi spazi, mi ha fatto piangere – racconta -. Non possiamo ridargli lo stesso ambiente di prima, i bambini hanno bisogno dei loro punti di riferimento, cercheremo di dargli almeno una scuola pulita. Mi domando perché abbiano fatto tutto questo. Forse posso capire il ladro che punta a rubare un computer o una macchina fotografica, ma arrivare a devastare disegni, giochi, muri è una cosa ignobile e senza senso».
Elayachi Boulgarne, invece, ha due figli iscritti alla scuola dell'infanzia “Il Panda”, e uno l'ha frequentata per tre anni: «Per me è un dovere essere qui, non si può fare finta di niente quando viene attaccata una scuola».
La stessa cosa che hanno pensato Patrizia Vergara e Luciana Vanni, due maestre che all'asilo “Il Panda” lavorano ogni giorno. Al posto di disegni, tempere e pennarelli da distribuire ai bambini, hanno dovuto destreggiarsi tra scope e spazzoloni per ripulire.
«Quando siamo entrate la mattina del 19 agosto e abbiamo visto cosa era successo è stato uno shock – racconta Lucia – non credevamo ai nostri occhi. Per me è stato come se qualcuno fosse entrato in casa mia. La cosa peggiore è che potrebbe trattarsi di ragazzi che magari in passato hanno frequentato la scuola. Noi insegnanti dobbiamo insegnare agli studenti il rispetto per questi luoghi».
Anche i rappresentanti delle associazioni, come Franco Pasqualetti della onlus La Racchetta, e Giorgio Riccetti della Corale Polifonica Cascinese, sono stati in prima fila per la pulizia: «Ci teniamo a dare una mano per rimediare a un danno che ha colpito la comunità cascinese, è il minimo che si possa fare».
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