Il Tirreno

Pontedera

Sottopassi da mettere al sicuro

di Sabrina Chiellini
Sottopassi da mettere al sicuro

Tragedia sfiorata, ancora polemiche. Il Comune alla ricerca di soluzioni

4 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Il Comune comincia a pensare a come mettere in sicurezza i sottopassaggi ferroviari, nove in tutto il territorio. Ogni volta che piove in maniera abbondante, e purtroppo succede sempre più spesso, alcuni sottopassi, come quello di via Macerata dove per poco lunedì mattina non è morta affogata una pensionata, si allagano. Tanto o poco, ma la carreggiata si riempie d’acqua. Chiuderli in maniera preventiva ogni volta che c’è uno stato di allerta meteo diventerebbe impossibile, anche perché significherebbe dividere in due la circolazione di alcuni paesi.

Il piano di protezione civile del Comune al momento non prevede dunque interventi preventivi nei pressi del sottopassi. L’esperienza dell’ultima ondata di maltempo potrebbe suggerire una diversa organizzazione della macchina dei soccorsi che, come è ormai evidente, questa volta si è mossa con lentezza, pur essendo stato diramato uno stato di allerta meteo abbastanza grave. Se quando ha cominciato a piovere in maniera intensa, già alle 4,30 del 24 agosto, si fossero attivate in maniera tempestiva “sentinelle” di controllo delle strade a rischio, probabilmente il traffico in via Macerata sarebbe stato bloccato prima e non da un commerciante che, per paura di incidenti, alle 7 ha chiuso la strada con la propria auto.

Portando le transenne nei punti a rischio già con alcune ore di anticipo rispetto all’arrivo dei violenti temporali (almeno quelli annunciati con un certo anticipo), si potrebbe almeno tentare un approccio meno improvvisato, con la collaborazione stessa delle associazioni di volontariato. Lunedì invece la protezione civile è stata attivata alle 7, quando era già difficile avere un controllo degli allagamenti nelle strade.

In queste ore Antonelli, già candidato a sindaco alle prossime amministrative, è al lavoro su più fronti. Dopo avere respinto le accuse rispetto a quanto si è verificato al semaforo di via Macerata, dove un’anziana ha rischiato la vita - episodio che sarà portato dai carabinieri all’attenzione della Procura - Antonelli dovrà capire come mandare avanti l’iter per realizzare la cassa di espansione a San Casciano di cui si parla da anni ma i cui lavori non partono mai. Di chi la colpa? Della Soprintendenza che chiede indagini archeologiche, dice il primo cittadino di Cascina.

A chiedere conto all’amministrazione comunale delle scelte in materia di urbanistica sono stati soprattutto i cittadini e i rappresentanti del comitato dell’ansa dell’Arno. L’opposizione al momento pare avere scelto di attendere gli eventi. In ogni caso molti malumori riguardano la politica portata avanti da Antonelli e dalla sua giunta con la variante al regolamento urbanistico.

Anche se l’amministrazione comunale dimostra una certa fatica nel dire che qualcosa non è andato come doveva, il sindaco Antonelli, dopo il salvataggio in extremis della pensionata, si dice intenzionato a verificare altre soluzioni per mettere in sicurezza i sottopassaggi quando si allagano.

«Dobbiamo studiare sistemi diversi, che prevedano una vera e propria barriera fisica all'accesso dei sottopassi in caso di nuovi allagamenti. Altrimenti questo evento non avrà insegnato niente a nessuno». Impegno preso, dunque. Perché da questa esperienza finita bene grazie all’intervento di due carabinieri e di un cittadino, il sindaco, primo responsabile in caso di emergenze legate al maltempo o a interventi di protezione civile, ha capito «che non possiamo rimettere la sicurezza dei cittadini esclusivamente alla loro momentanea percezione di pericolo».

I paesi dell’ansa dell’Arno, dicevamo, sono andati sott’acqua. I cittadini, anche se c’è chi si dice poco interessato ad accertare le responsabilità di quanto accaduto, sono preoccupati per i progetti previsti nell’ex fornace Quaglierini.

Il sindaco, già assessore all’urbanistica con Moreno Franceschini, insiste nel dire che la nuova variante vuole impedire «una ulteriore impermeabilizzazione del suolo attraverso nuove costruzioni. Tanto per essere chiari: non trasformeremo un solo campo in cemento ed edifici – spiega il sindaco partecipando al dibattito su Fb – tant'e che abbiamo tolto intere nuove aree edificabili. La ristrutturazione della fornace prevede semplicemente l'abbattimento di un edificio gigante e la sua trasformazione in edifici con superficie molto più piccola (inferiore al 50% dell'esistente). Visto che è già stato presentato un piano di recupero dell'area, posso dire uffialmente che gli oltre 7 ettari dell'area complessiva della fornace vedranno un consumo di suolo con edifici pari al 10% dell'area stessa. Il resto saranno aree pubbliche, parchi, orti sociali, piste ciclopedonali. Ci saranno edifici con funzione pubblica (centri aggregazione, aule studio, ecc)». Nessuna cementificazione, giura Antonelli. Nell’ansa arriveranno comunque 85 appartamenti in più rispetto alla situazione attuale. Un ulterire cambiamento per questa parte di territorio ci sarà in ogni caso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze