Il Tirreno

Pontedera

Giro di vite sulle sagre: non potranno durare più di sette giorni

Elena Battaglia
La Sagra del bignè a Orentano
◗
La Sagra del bignè a Orentano

Castelfranco di Sotto: il Comune presenta un regolamento per conciliare gli interessi delle associazioni e quelli dei ristoratori

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. Per il Comune di Castelfranco è giunto il momento di regolamentare il fenomeno delle sagre paesane, che da un po’ di tempo fa discutere i ristoratori i quali per tutto l’anno esercitano regolarmente l’attività e pagano tasse e tributi. L’accusa dei ristoratori è quella di “concorrenza sleale” da parte degli eventi folkloristici basati sul lavoro volontario nei confronti di chi, al contrario, si impegna con continuità per dare occupazione nel rispetto di regole sanitarie, igieniche e tributarie. Una conciliazione tra le parti, però, sembra essere possibile grazie al regolamento approvato dall’amministrazione: questo entrerà in vigore dal primo dicembre prossimo ed imporrà agli organizzatori di eventi destinati alla valorizzazione del patrimonio storico, sociale e gastronomico precisi limiti di tempo e una più ferrea disciplina sanitaria che ne accresca la qualità. Dal “dolcione” alla sagra della pizza di Orentano, passando per la sagra del cinghiale o del porcino e della carne chianina di Castelfranco, tanti sono i momenti in cui ci si può ritrovare in piazza per gustare a costo ridotto prodotti della tradizione locale. Mettere nero su bianco le regole cui bisogna attenersi per poterlo fare è una misura necessaria, grazie alla quale si eviterà di incorrere in eccessi sgradevoli per la convivenza delle varie attività economiche.

«Sono veramente tanti i giorni in cui si svolgono sagre - dice Gabriele Toti, il sindaco - Per questo abbiamo pensato di fissare un limite massimo di 50 giornate all’anno per le manifestazioni di Castelfranco, mentre altre 50 sono previste per Orentano e 30 per Villa Campanile. Allo stesso tempo, cercheremo di incrementare la qualità dell’offerta privilegiando gli eventi che valorizzeranno le eccellenze della zona e garantiranno l’approvvigionamento a filiera corta dei prodotti».

Sarà in base a questi criteri che ci si aggiudicherà il diritto di diventare “sagra tradizionale”. Nella scelta saranno privilegiate quelle manifestazioni che riusciranno a coinvolgere le altre realtà associative e assicureranno una completa trasparenza rispetto alla destinazione degli utili. Più che l’anzianità – fattore importante per capire quanto un evento sia radicato nella storia della comunità – sarà gradita la decisione di destinare parte del ricavato a fini sociali. Il 10% di giorni in meno nell’arco del prossimo anno, dunque, non deve spaventare i tanti volontari che si impegnano per dare vita a eventi che valorizzano prodotti gastronomici di qualità.

«Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana – dice l’assessore allo sviluppo economico, Giulio Nardinelli – che cerca di conciliare l’interesse di chi ha un’attività fissa con quello di chi organizza manifestazioni capaci di dare vita a turismo e a un considerevole ritorno economico nella nostra zona».

Ogni sagra non potrà prolungarsi per un periodo superiore ai sette giorni consecutivi e non dovrà svolgersi in concomitanza con altre manifestazioni, all’interno dello stesso centro abitato. Inoltre sarà obbligatorio rispettare non solo la normativa igienica regionale per somministrare alimenti e bevande, ma anche il calendario della raccolta differenziata della spazzatura. Per questo si dovrà pagare una tassa rifiuti temporanea e proporzionata all’impatto dell’evento. Saranno, invece, escluse dal regolamento le cene sociali, destinate ai soli tesserati delle associazioni.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web