Lutto
Fanno i vandali per noia denunciati dieci ragazzi
Hanno tra 14 e 16 anni e sono considerati gli autori dei danni a “Il Panda” Scoperti grazie a una madre che ha letto un sms sul telefono del figlio
CASCINA. Prima i vandalismi, gli atti di teppismo nella scuola dell’infanzia “Il Panda” che proprio ieri, grazie alla gara di solidarietà di almeno duecento persone, è stata rimessa a lucido e potrà presto dimenticare questa brutta pagina in cui i protagonisti sono degli adolescenti. Forse qualcuno di loro ha addirittura trascorso la sua infanzia tra quelle pareti che ora ha violato. Ma dopo le incursioni notturne nell’edificio di via Galilei i ragazzini non hanno resistito alla tentazione di vantarsi delle loro gesta compiute nella scuola materna. Sms e messaggi scambiati su una chat che i minorenni ritenevano sicura. Invece, per fortuna, una madre è andata a curiosare tra i messaggi sul telefonino del figlio e ha fatto presto a capire cosa il branco aveva combinato. Tra i baby vandali - è stata per lei un’amara sorpresa - c’era anche suo figlio o comunque, anche se non aveva avuto un ruolo diretto nei ripetuti atti di teppismo, pure lui era a conoscenza di chi aveva devastato la scuola. «Ora vieni con me dai carabinieri...». Non è stata solo una minaccia estemporanea. La donna si è messa a disposizione dei militari di Cascina e lo stesso ha fatto il figlio.
Le indagini, proprio alla vigilia della giornata dedicata alla scuola dell’infanzia, sono state concluse. I vandali sono stati denunciati. Sono una decina di minorenni, italiani e stranieri tra i 14 e i 16 anni, appartenenti a famiglie di vari ceti sociali. Sono indagati per danneggiamento aggravato. Il Comune molto probabilmente, stando a quello che il sindaco Alessio Antonelli, aveva annunciato nei giorni in cui era stato scoperto il raid, chiederà ai genitori di pagare i danni. La cura migliore probabilmente sarebbe stata quella di farli armare di “olio di gomito” e chiedere loro di cancellare quello che hanno lasciato all’interno delle aule.
Trascorrere le sere nella scuola era diventato il giochino dell’estate, nella zona di via Galilei, un quartiere vicino alle case popolari. I ragazzi avrebbero colpito per noia - sembra un movente banale ma che rende la storia tutta dei nostri giorni - a cominciare dalla voglia di raccontare sui social il guaio combinato.
Secondo quanto appreso in ambienti investigativi, le indagini sono arrivate alla svolta in tempi abbastanza rapidi grazie alla segnalazione di una mamma che aveva notato un sms sul cellulare del figlio nel quale ci si vantava della distruzione appena realizzata.
Da questo elemento i militari, come hanno confermato ieri, hanno sviluppato le indagini, che hanno permesso di rintracciare i responsabili di più raid, tutti effettuati per il medesimo scopo, avvenuti in più serate a partire dai primi giorni del mese. I testi dei messaggi che i ragazzini si sono scambiati sono stati acquisiti dai carabinieri e consegnati al magistrato del tribunale dei minorenni.
Nelle incursioni notturne i vandali avevano svuotato gli estintori, distrutto gli arredi e imbrattato i muri, oltre a sfasciare quasi tutte le suppellettili. Ieri la scuola è stata completamente ripulita grazie all'impegno di oltre duecento volontari guidati dal sindaco Alessio Antonelli. «È il più bel giorno da quando sono sindaco», ha commentato il primo cittadino dopo un lavoro effettuato a tempo di record in cui, coordinati dal settore lavori pubblici dell'amministrazione e organizzati in piccole squadre, i volontari hanno ripulito gli interni e riparato gli arredi.
Il sindaco avrebbe voluto conoscere prima della giornata di pulizia i nomi dei responsabili dello scempio nella scuola. Per ragioni di tutela dei minori i carabinieri non hanno potuto lasciarsi sfuggire alcuna indiscrezione. Ma le famiglie, nella maggior parte dei casi, si sono dimostrate collaborative. Hanno accompagnato in caserma figli i quali hanno confermato quella che loro consideravano una semplice bravata. Un gesto, appunto, di cui poi potersi vantare nel gruppo. Nessuno, vuoi anche per l’età, aveva considerato i rischi a cui stava andando incontro. Indagini chiuse velocemente, dunque, nell’arco di una settimana anche per la disponibilità dei genitori a cominciare dalla mamma che, armata di coraggio, oltre che di una grande rabbia dovuta a quello che era successo, si è rivolta ai carabinieri. Anche se messa a dura prova dalle circostanze e dalle possibili conseguenze, la donna non ha avuto timore a raccontare quello di cui era venuta a conoscenza. Nei giorni successivi i militari hanno cominciato a contattare gli adolescenti, avvicinandoli al campo sportivo e in piscina, sempre in presenza dei genitori. Piano, piano i pezzi del puzzle sono stati composti ed è partita la denuncia. Il sindaco, subito informato della possibilità che gli autori dei vandalismi fossero baby, li aveva “sfidati” su Facebook immaginando che avrebbero letto il suo post. «Cari s... pagherete, vi stiamo con il fiato sul collo». Era proprio così.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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