Il Tirreno

Pontedera

Boom di locali vuoti in centro affittarli sempre più difficile

di Andreas Quirici
Boom di locali vuoti in centro affittarli sempre più difficile

A Pontedera si salva soltanto corso Matteotti grazie alle grandi catene Nelle altre strade molti fondi non trovano sbocco sul mercato delle locazioni

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PONTEDERA. Corso Matteotti a Pontedera, Bientina e pochissime altre zone. Quando si parla di immobili commerciali in Valdera e l’andamento del settore si fa prima a dire quali sono i luoghi che risentono meno della crisi, rispetto a dove si soffre di più. Uno scenario eloquente che salta agli occhi percorrendo qualsiasi strada della provincia. Capannoni abbandonati, negozi vuoti con i classici cartelli “vendesi” o affittasi”, centri direzionali nati un po’ ovunque rimasti mezzi vuoti e in stato di semi-degrado. «Il motivo è chiaro - spiega Pierluigi Bernardeschi, presidente onorario della sezione pisana della Federazione italiana mediatori agenti d’affari (Fimaa) e fondatore dell’agenzia L’Affare - Fare impresa in questo momento è molto difficile. E trovare qualuno disposto ad affittare negozi o capannoni, malgrado il calo del 40% del prezzo dal 2008 a oggi, è davvero difficile».

Corso Matteotti ancora al top. Dal periodo pre-crisi, infatti, il costo degli affitti per gli immobili che non sono riconducibili alla civile abitazione è diminuito di un sei, sette per cento all’anno. Ma il settore non riesce a decollare. Pontedera è l’esempio di una zona in cui resiste solo corso Matteotti, dove non ci sono molte difficoltà a riempire gli spazi lasciati vuoti da attività che hanno deciso di chiudere i battenti. «Grazie alle catene di abbigliamento o cosmetici - riprende Bernardeschi - la strada principale di Pontedera può essere ancora considerata un’attrattiva per chi intende aprire un esercizio commerciale o insediarsi con un ufficio. Per il resto è una sofferenza diffusa». Sì, perché interpellando un altro esperto del settore, rispetto alle quotazioni degli immobili commerciali del centro, si scopre che la differenza di prezzo la dice lunga sulla situazione. «Chi apre un negozio vuole solo corso Matteotti a Pontedera - spiega Riccardo Zingoni dell’agenzia Belfiore - Qui si affitta da 15 ai 18 euro al metro quadrato, mentre nelle traverse e nelle vie laterali il prezzo scende anche della metà, toccando cifre comprese tra otto e dieci euro. Ma anche se i costi sono molto più bassi, le richieste sono praticamente zero. Niente a che vedere con gli anni d’oro dell’immobiliare. Fino al 2008 uno spazio commerciale in corso Matteotti valeva anche 25 euro al metro quadro, mentre nelle traverse 15 euro».

Confesercenti pensa positivo. Un quadro che, secondo Marco Sbrana, direttore di Confesercenti Toscana Nord, «dimostra quanto Pontedera, tutto sommato, sia riuscita a resistere alla crisi rispetto ad altri centri della Valdera. Ma che evidenzia anche una crisi diffusa che non conosce confini. Corso Matteotti, con le catene e i negozi storici tradizionali, ha ancora un certo appeal per i consumatori. Ma il resto del centro ha bisogno di essere sostenuto. Penso a via Roma, per esempio, che cerchiamo sempre di coinvolgere quando ci sono le manifestazioni del Comune. Ma è chiaro che non è facile trovare soluzioni da adottare per riempire di negozi le zone periferiche al corso e i paesi della Valdera».

Bientina isola felice. Bientina, però, è una vera isola felice in provincia. Qui «si ha difficoltà a trovare immobili liberi per chi decide di aprire un’attività in centro», racconta Claudia Baccelli, responsabile dello Sportello unico delle attività produttive (Suap), la sinergia creatasi tra amministrazione comunale e commercianti, ma anche con le aziende artigiane e industriali, sta dando ottimi frutti. Ci sono tre casi di trasferimenti da Calcinaia a Bientina, Comuni confinanti e divisi da via del Tiglio dove sulla sponda calcinaiola della strada gli immobili sfitti sembrano di più rispetto a quella bientinese. Forse dipende anche da episodi come quello raccontato dal sindaco di Bientina, Corrado Guidi: «Dopo che la Genesis Yachtline si è trasferita da noi, abbiamo deciso di cambiare il nome della strada in cui si erano insiediati». Così via Fibonacci ha sostituito via Gofi di Pecora che, in effetti, «era difficile da comprendere per i tanti clienti stranieri dell’azienda di arredamento per imbarcazioni di lusso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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