Il Tirreno

Pontedera

Sprofonda nell’abbandono il cantiere fermo da anni

di Tommaso Silvi
Sprofonda nell’abbandono il cantiere fermo da anni

Gli scheletri dei palazzi in costruzione in viale Europa sono rifugio di sbandati Vegetazione selvaggia e sporcizia regnano sovrane, protestano i cittadini

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PONTEDERA. Specchi d’acqua tra la ghiaia. Tute da lavoro e calzature antinfortunistiche fanno capolino da alcuni prefabbricati: lì, un tempo, gli addetti ai lavori si cambiavano al mattino, prima di salire sul cantiere. E in quelle piccole stanze consumavano anche il pranzo. Lo si intuisce dalle bottiglie d’acqua ancora presenti sui tavolini di legno e dagli incarti a terra. Arbusti e detriti di ogni tipo accarezzano la rete di recinzione metallica. A pochi metri di distanza sfrecciano le auto su viale Europa: la maggior parte degli automobilisti ormai non si volta nemmeno più.

Il colosso di cemento in stato di abbandono nelle vicinanze dei cimiteri, in corrispondenza della rotatoria che collega Pontedera e Ponsacco, è ormai parte integrante dell’arredo urbano della zona a cavallo tra i quartieri Bellaria, Sozzifanti e Galimberti.

Catene e lucchetti serrano gli accessi al complesso, almeno all’apparenza. Il reticolo che delimita l’area in cui i lavori di costruzione sono fermi da anni, infatti, è rotto in più punti. Entrate nascoste dalla folta vegetazione, pertugi da cui è possibile guardare all’interno del cantiere. Piccole finestre sul degrado che in primo piano “offrono” un distributore automatico completamente distrutto e abbandonato. Si vedono i vetri, i bicchieri di plastica ancora incastrati uno sopra l’altro e l’interno del macchinario reso ormai un cumulo di acciaio e plastica.

Lo sguardo passa oltre e viene attratto da un gigantesco telo nero. Alcuni rottami gli impediscono di prendere il volo con le raffiche di vento. Lì sotto si intravedono scarti della lavorazione di diversi materiali. E poi il cemento: tanto, trafitto dagli spuntoni metallici dell’armatura. Un accenno di palazzo c’è, interamente circondato da impalcature arrugginite. Nel cartellone, visibile da viale Europa, si capisce che lì, tra arbusti e macerie, avrebbe dovuto prendere vita un maxi condominio composto da quattro torri e un ampio parcheggio. Il più abile dei sognatori farebbe fatica a immaginare, al posto di ciò che è visibile oggi, il progetto faraonico che avrebbe dovuto prendere vita in un “domani” mai arrivato.

«Accetterei tutto, purché rappresentasse una soluzione definitiva. O lo demoliscono, o terminano i lavori. Così la vista è pessima». Come dare torto alla signora Anna Vannozzi? Lei, nei paraggi del punto in cui si intrecciano tre quartieri, ci abita da anni. Fin da quando al posto del “palazzo fantasma” c’erano distese di girasoli. A lei fa eco un abitante storico dello Sozzifanti, Lando Pucci: «In quello stato è veramente una bruttura, mentre se riuscissero a portarlo a termine, il palazzo potrebbe diventare addirittura una bellezza per la città».

Certamente la cartolina per chi si appresta a entrare nel centro di Pontedera non è delle migliori. Anzi, immortala perfettamente la crisi che attanaglia l’edilizia da diverso tempo. Alcuni volontari della Pubblica Assistenza di via Profeti, a poche decine di metri da viale Europa, raccontano lo “spettacolo” a cui assistono tutti i giorni all’imbrunire: «Nel cantiere entrano persone, probabilmente tossicodipendenti o senzatetto. Ce ne accorgiamo perché nel buio vediamo delle luci là dentro, simili a quelle delle torce o dei cellulari. C’è movimento la notte – spiegano i volontari – ne siamo certi. Ed è cosi da parecchio tempo».

I cittadini si lamentano, ma non si stupiscono più. Così come non si stupisce delle proteste il sindaco Simone Millozzi, per un problema già noto all’amministrazione. «I lavori sono fermi. La ditta è in fase di concordato. Abbiamo chiesto più volte – spiega Millozzi - che il cemento venisse coperto da teli con immagini della città, in modo da rendere lo scenario meno degradante, ma non siamo mai stati ascoltati. Continueremo, insieme agli uffici competenti, a cercare di cambiare il panorama in cui si imbatte chi arriva a Pontedera. Capisco perfettamente i cittadini e sono dalla loro parte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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