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Pontedera

«Il sindaco faceva meglio a scusarsi con la gente»

«Il sindaco faceva meglio a scusarsi con la gente»

I socialisti lo criticano per la frase “Se una persona s’infila nel sottopasso allagato” I cittadini denunciano ritardi nei soccorsi e la mancanza di un piano d’emergenza

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CASCINA. Il sole di ieri ha asciugato le ultime strade diventate torrenti dopo la pioggia del 24 agosto. I paesi dell’ansa dell’Arno, questa volta, sono stati tra i più colpiti, insieme ad alcune strade che ormai portano la croce degli allagamenti ogni volta che piove in maniera abbondante. I cittadini da più parti denunciano i ritardi o l’assenza della risposta da parte della protezione civile.

Intanto fa discutere l’atteggiamento tenuto dal sindaco di Cascina. I socialisti lo attaccano: «Sbaglia Antonelli a minimizzare quanto avvenuto nel suo comune nascondendo l'evidenza e continuando a magnificare, comunque, l'impegno ed i risultati ottenuti dalla sua amministrazione. Riteniamo che Antonelli - dato che ha assunto una responsabilità amministrativa quale quella di primo cittadino, anziché trincerarsi dietro a dichiarazioni irrispettose, "Se una persona s'infila in auto nel sottopasso allagato..." - avrebbe fatto meglio a scusarsi con i cittadini per i rischi ed i danni subiti, partendo, soprattutto, dalla signora che nel sottopasso di via Macerata ha rischiato la vita per responsabilità certamente non sue».

La pioggia caduta nell'arco di poche ore rappresenta sicuramente un fatto eccezionale. «Ma l'allagamento di gran parte del comune di Cascina e dei sottopassi - incalzano i socialisti - è un fenomeno che si presenta ogni qualvolta si verifica una precipitazione più consistente, praticamente da un po’ di tempo a questa parte, quasi ogni anno».

Nella passata legislatura il consiglio comunale aveva deliberato due provvedimenti imporanti per la salvaguardia del territorio quali la realizzazione della cassa d'espansione lungo la Mariana Schippisi e la ricognizione complessiva del reticolo idraulico che afferisce al Fosso Vecchio: «Rispetto a ciò, domandiamo, qual'è lo stato dell'arte che l'amministrazione Antonelli ha saputo o voluto portare avanti?».

«Da quanto ho capito, un vero piano di evacuazione dei nostri paesi non c’è – aggiunge Eduardo Falzone, residente in via delle Poggere – Le strade erano completamente allagate. Il fosso di via dei Piastroni aveva tracimato, siamo rimasti per ore in trappola nelle nostre case allagate e non abbiamo visto nessuno della protezione civile che fosse in grado di aiutarci. Mi sono messo alla guida di un suv e sono andato a Pisa a prendere una pompa che ci è stata prestata dal Cisom (Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta) Gruppo di Pisa. Solo così abbiamo cominciato a togliere l’acqua dalle stanze di casa. Ne erano entrati almeno quindici centimetri. Potete immaginare i danni. Abbiamo avuto l’impressione che non ci sia stato un coordinamento adeguato, in grado di seguire i problemi dovuti all’emergenza. Noi, che pure avevamo pompe e generatori di corrente, perché la luce è mancata per più di tre ore, ci trovavamo a togliere l’acqua che usciva dalle fognature andate completamente in tilt».

Nell’ansa dell’Arno i cittadini sono molto preoccupati. Il reticolo fognario dimostra ogni volta di essere inadeguato, quasi come quello delle strade, strette e dissestate. Tuttavia anche con il recente regolamento urbanistico, tanto invocato dalla maggioranza comunale (di centrosinistra) come un atto a consumo zero di territorio, è stato previsto un grosso insediamento abitativo nell’ex Fornace Quaglierini dove potranno essere realizzati circa 15mila metri quadrati di nuove costruzioni, compresi 85 appartamenti.

«La situazione venutasi a creare - dice Daniele Liut, presidente del Comitato dell’ansa dell’Arno - è frutto di un fenomeno che non possiamo più definire raro, perché ormai sono anni che questi fenomeni si verificano nel nostro paese. Oggi è toccato a noi, domani toccherà ad un'altra zona del comune e così via. Abbiamo appoggiato la nuova politica di fermare la cementificazione, abbiamo accolto con preoccupazione e stupore il piano idrogeologico che ha supportato la nuova variante, siamo consapevoli che questo evento avrebbe potuto creare comunque dei danni, ma ora è il momento di studiare il fenomeno e di intervenire. Parallelamente alla visione di come vorremmo che fosse o come dovrebbe essere il nostro futuro, c'è il reale bisogno di studiare il sistema fognario e di deflusso delle acque piovane e capire se è sottodimensionato ai nuovi fenomeni di pioggia che si verificano puntualmente ogni anno. Se è necessario dobbiamo seguire ogni fossa, analizzare se sono stati rispettate correttamente le tombature dei vecchi fossi (ricordiamoci che questa zona ha visto un aumento esponenziale delle nuove costruzioni negli ultimi 15 anni), le grate di scolo, ogni particolare. Quantifichiamo e vediamo come risolvere questo problema prima che si verifichi di nuovo».

«I danni sono ingenti e tutti da quantificare - aggiungono i Cobas - a dimostrazione che le alluvioni degli anni scorsi non hanno insegnato niente all'amministrazione di Antonelli che rinvia da anni i necessari interventi a difesa del territorio. Fuori luogo le parole di ieri, l'allagamento dei sottopassi è ormai una costante nel territorio cascinese e la dice lunga sul mancato controllo del Comune sull'edilizia pubblica e privata. Una situazione paradossale che merita l'attenzione della cittadinanza e del consiglio comunale a tutela dei cittadini». (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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