Lutto
Salvata nel sottopasso che si allaga sempre. E il sindaco straparla
Il pericolo - hanno raccontato i testimoni - non era segnalato. Il rischio che accada di nuovo
CASCINA. Ogni volta che c'è un forte temporale o se la pioggia cade più a lungo, le strade di Cascina, e sono sempre le stesse, si trasformano in torrenti. I sottopassi ferroviari, che non sono pochi, si allagano. Le proteste sono sempre uguali. Stesse facce di una rabbia che si rinnova. Sfogliando le pagine dei ricordi, oltre a quelle delle cronache locali, nomi e cognomi ritornano insieme alla disperazione di chi si vede portare via le proprie cose dall'acqua che arriva dalle strade e dalle fognature. Ieri solo un miracolo ha evitato il morto. Un cittadino si è tuffato insieme ai carabinieri. Quasi cinque metri d'acqua, di un colore grigio che faceva spavento solo a guardarlo, ormai avevano invaso il sottopassaggio di via Macerata, accanto alla stazione. L’uomo è uscito di casa sotto la pioggia dopo avere sentito le richieste di aiuto di una pensionata rimasta intrappolata nel sottopasso ed è entrato in quel "lago" putrido. Il peggio è stato evitato, la donna è viva, sotto choc ma può raccontare la sua disavventura.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11984611:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/08/25/news/rischia-di-morire-nel-sottopasso-deve-la-vita-a-due-carabinieri-e-a-un-artigiano-1.11984611]]
Passata la paura, è esplosa la rabbia. Troppe volte in quel sottopassaggio ferroviario invaso dall’acqua la gente ha rischiato di morire. L'anziana è entrata perché il semaforo non indicava il pericolo. Il motore si è fermato ed è stato un dramma. Quella donna, non perdiamolo di vista, poteva morire. Partiamo da qui per chiarire le responsabilità. Il resto sono chiacchiere. E di quelle i cittadini di Cascina ne hanno sentite fin troppe. Si faccia chiarezza. Se tutto ha funzionato al meglio, come dice il sindaco Alessio Antonelli, tireremo un sospiro di sollievo e la cittadina pagherà i danni. Se invece non è stato fatto abbastanza, chi ha sbagliato paghi. Non voltiamoci dall'altra parte, potrebbe capitare di nuovo, magari a uno di quelli che oggi liquidano la vicenda come una leggerezza dell'anziana che si è spinta nel sottopasso. Tra l'altro l'ondata di maltempo era annunciata. Ieri mattina, la centrale del 112 di Pontedera ha inviato una pattuglia dei carabinieri di Cascina in via Macerata, alle 6.55. Per strada operai del Comune, a meno che non fossero in incognito e con mezzi propri, non ce n'erano e non se ne sono visti (noi eravamo lì) fino a quando il salvataggio è stato concluso e la pensionata era già all'ospedale. Le transenne all'ingresso di via Macerata, solo dal lato della Tosco Romagnola, sono state posizionate alle 8.45: non sarà difficile trovare i testimoni se qualcuno decidesse, ce lo auguriamo, di fare un'indagine seria. La stessa ambulanza del 118 è arrivata dopo un po’. La donna nel frattempo era stata estratta dall'auto, soccorsa dai carabinieri e dai cittadini. I soccorritori c'erano davvero sotto l’acqua, a differenza di altri. Sono pronti a dire, lo hanno già fatto davanti ai carabinieri, che il pericolo non era segnalato.
Sorprende, per questo, ancora di più la reazione del sindaco Antonelli: «Se poi uno s’infila con l’auto nel sottopasso allagato...». Parole quantomeno fuori luogo, pronunciate da un’autorità che avrebbe dovuto: 1) impedire l’allagamento del sottopasso; 2) in alternativa, segnalare che era impraticabile. Il Comune piuttosto spieghi perché in cinque anni non è riuscito a costruire la cassa di espansione sul Fosso Mariana Schippisi che potrebbe risolvere i problemi di una parte del territorio in caso di alluvione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google