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Salvata dalla morte nel sottopasso, i carabinieri eroi: "Abbiamo rotto il vetro dell'auto con il calcio della pistola"
Cascina, i due militari raccontano il salvataggio: "Quando ci siamo tuffati la macchina era già sommersa per il 90%"
CASCINA. Pioveva a dirotto da circa un’ora quando la pattuglia dei carabinieri di Cascina, formata dal carabiniere scelto Angelo Iossa e dall’appuntato Nunzio Camuto, è entrata in servizio, nella mattina di lunedì 24. I due militari non potevano immaginare che di lì a poco avrebbero salvato la vita a una pensionata, rimasta con l’auto intrappolata nel sottopassaggio andato sott’acqua. Invece alle 6,55 - come raccontano i due che lo hanno messo nero su bianco nella relazione di servizio - hanno ricevuto una segnalazione dalla centrale operativa della compagnia dell’Arma di Pontedera. Il collega li ha inviati in via Macerata a San Frediano a Settimo. «L’operatore ha detto che c’erano allagamenti in molte strade di Cascina e che dovevamo andare a bloccare il traffico in via Macerata, all’incrocio con la Tosco Romagnola – raccontano – ma quando siamo arrivati ci siamo resi conto che già il proprietario di un bar, situato vicino all’incrocio, aveva messo la sua auto di traverso per bloccare la circolazione, visto che il sottopassaggio era allagato e c’era un pericolo».
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A quel punto alcuni cittadini, che erano alle prese con l’acqua entrata dappertutto, anche nelle camere da letto, hanno informato i militari che c’era un’auto bloccata nel sottopasso. Ma per capire bene cosa era successo, i carabinieri hanno dovuto fare il giro dell’isolato, passando dal cavalcavia di San Giorgio, per arrivare alla stazione ferroviaria e al sottopasso, a senso unico alternato, dal lato opposto. «Quando siamo scesi l’auto della donna era già sommersa al 90 per cento – spiegano i militari – Si vedeva solo uno spigolo, una parte del lunotto posteriore. Ci siamo avvicinati, sentivamo rumori, ci siamo tuffati nell’acqua che era già alta. Non avevamo molto tempo. L’auto galleggiava, l’acqua era nera, non è stato semplice avvicinarsi e soprattutto vedere se c’era dentro qualcuno. La signora è stata bravissima. Quando l’acqua è entrata nell’abitacolo, lei si è spostata sui sedili posteriori, si è messa con la bocca nell’unico angolo che non era stato raggiunto dall’acqua».
Gli sportelli non si aprivano. Terrore. La pensionata continuava a chiedere aiuto battendo le mani contro i vetri della vettura. A quel punto un cittadino è intervenuto per aiutare i carabinieri: Franco Ferrini, 53 anni. «Quel cittadino ha visto che eravamo in difficoltà – proseguono – non era semplice tirare fuori dalla donna in quelle condizioni». Nel frattempo pioveva a dirotto. E l’acqua continuava a salire. «Alla fine con il calcio della pistola uno di noi ha rotto il lunotto posteriore». Si è aperto anche uno sportello e la donna, già in stato di choc, è stata tratta in salvo. «In tre siamo riusciti nel soccorso». Anche un senegalese ha cercato di capire cosa stava succedendo. «Ma solo quel cittadino è venuto a darci una mano. Poi la pensionata è stata accolta in casa di Ferrini, nell’attesa dell’ambulanza».
Il peggio è stato evitato, ma non sarà facile per i protagonisti dimenticare quei momenti. «Siamo stati a trovare la signora – concludono i due carabinieri che sono stati a casa della pensionata con il comandante di stazione, luogotenente Mauro Dal Canto – È molto spaventata, ma sta bene. E questo è ciò che conta».
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