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Rischia di morire nel sottopasso: deve la vita a due carabinieri e a un artigiano
LA STORIA - Cascina: macchina nella melma, due militari si tuffano e salvano una pensionata. In aiuto anche un cittadino. Ecco le loro testimonianze
CASCINA. La strada era libera anche se in alcuni tratti c’erano allagamenti. Il cielo di piombo non prometteva niente di buono mentre pioveva a dirotto. Il semaforo del sottopassaggio ferroviario di via Macerata, a San Frediano a Settimo, era spento. I sistemi di protezione collegati alla struttura non segnalavano alcun pericolo. La Opel Agila di una pensionata ha attraversato quella striscia di asfalto, è rimasta bloccata e in pochi minuti è stata sommersa dall’acqua. Se Franca Casarosa, pensionata, 72 anni, di Cascina, è viva lo deve all’intervento di due carabinieri eroi e all’aiuto di un artigiano, Franco Ferrini, 52 anni, presidente di Cna Produzione, che abita vicino alla stazione. «Pensavo di morire affogata – si dispera la pensionata, portandosi le mani tra i capelli, quando ormai il pericolo è scampato – me la sono davvero vista brutta. Se non fossero arrivati i carabinieri e quel signore che mi hanno portato via dall’auto... ».
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La situazione è precipita rapidamente. La pensionata da via Macerata - era stata dal dottore per una medicazione ma aveva trovato la strada davanti all’ambulatorio allagata - cercava di tornare a casa e di raggiungere la Tosco Romagnola: «Non si vedeva che il sottopasso era allagato. Mi sono fermata prima al semaforo che regola il traffico a senso unico: era rosso Quando è arrivato il verde, sono partita. Fatti pochi metri, mi sono accorta dell’acqua. Ma non c’era niente, lo giuro, nessun segnale a indicare il pericolo. Ho frenato, ma era tardi, mi sono trovata in balìa dell’acqua. Non sapevo come fare. Nessuno poteva vedermi, era tutto nero, l’acqua era scura. Avevo una bomboletta, l’ho presa e ho cominciato a battere contro i vetri. Mi hanno sentito, i due carabinieri si sono tuffati nell’acqua che era già alta almeno cinque metri. Tra l’altro, poi, mi hanno detto che uno dei militari che non è neppure un perfetto nuotatore, mi dispiace anche per lui. Devo la vita a queste persone, ai carabinieri e al cittadino che poi mi ha accolta in casa sua, nell’attesa dell’ambulanza. Mi hanno dato una vestaglia. Ero completamente bagnata. I miei vestiti erano fradici. Ho perso tutto, l’auto e quello che c’era sopra. Chi mi pagherà tutti questi danni? Senza contare che ho rischiato di morire. È successo a me. Potrebbe capitare ad altri. So che non è la prima volta che capita».
VIDEO / LA TESTIMONIANZA DELLA DONNA SALVATA
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La pensionata è stata sentita, per raccolta di sommarie informazioni, dai carabinieri, impegnati a ricostruire cosa è avvenuto nel sottopasso. Non è escluso che nei prossimi giorni la donna formalizzi una denuncia per lesioni e danneggiamenti.
Una scena che i soccorritori non dimenticheranno. Già alle 7 l’acqua nel sottopasso era alta circa cinque metri. «Ero in casa quando ho sentito dei rumori che arrivavano dal sottopasso. C’era qualcuno che batteva contro un vetro e la carrozzeria. Sono uscito, ho visto i carabinieri in difficoltà – racconta Franco Ferrini – ho cercato di rendermi utile. Mi sono tuffato insieme a loro, non si vedeva niente. E quando sono entrato nell’auto, non vi nascondo che ho avuto paura. Pensavo che potevamo restare intrappolati anche noi. E poi, all’inizio, la donna non si vedeva. C’era l’acqua alta, lei si era spinta in un angolo dove poteva respirare. L’abbiamo presa, portata fuori da quella trappola».
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L’adrenalina era a mille, ma la voglia di salvare la pensionata superava la paura. Appena la donna è stata estratta dall’abitacolo, l’auto è affondata, sparita sotto una valanga d’acqua. Ma ancora l’ambulanza non c’era. È arrivata dopo le 8 e ha trasportato la donna al pronto soccorso. «Mi hanno medicato alle gambe dove ho una ferita – racconta – La fasciatura era diventata nera, c’era rischio di infezioni».
VIDEO / LA TESTIMONIANZA DELL'ARTIGIANO
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Una storia drammatica che la protagonista può raccontare grazie al coraggio di chi l’ha salvata. Ai soccorsi assistono anche due donne, Aurora Morelli e Maria Cossu, che possono dire come per un’ora e più da quando è scattato l’allarme per l’auto alluvionata, di soccorritori, a parte i carabinieri, non s’è visto nessuno davanti a quel sottopasso che rappresenta un pericolo. Niente protezione civile e nemmeno personale del Comune. Anzi, nell’attesa dell’intervento dell’ambulanza alcuni automobilisti hanno protestano perché il sottopasso era chiuso. «Una cosa mi preme che venga evidenziata – osserva Ferrini –: il semaforo che segnala il pericolo era spento. Non è la prima volta che succede. Con mio padre abbiamo già aiutato altri automobilisti. Una volta abbiamo recuperato e legato un’auto in attesa dei soccorritori».
Difficili e complessi i tentativi di recuperare la vettura. L’acqua da aspirare era tanta, i mezzi dei pompieri erano dirottati su altre emergenze. Il Comune non dispone di una pompa per questo genere di emergenze.
Buongiorno Toscana. Ieri a Pisa e provincia è piovuto tanto ma altrettanti sono stati i deficit venuti a galla, quelli s...
Posted by Il Tirreno on Lunedì 24 agosto 2015
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