Sicurezza
Riaperto il sottopasso di via Macerata
E' quello dove una pensionata ha rischiato di morire annegata. Le pompe non hanno funzionato, accertamenti in corso
CASCINA. A distanza di un giorno dal drammatico salvataggio il sottopasso è stato riaperto al traffico, il 25 agosto alle 11.33, dopo che è stata rimossa l’auto, una Opel Agila, di proprietà della pensionata che ha rischiato di morire annegata. L'auto che a questo punto, dopo che è rimasta per più di 24 ore nell’acqua, potrà essere solo rottamata. Operai e tecnici del Comune hanno effettuato un sopralluogo, poi è stata bonificata la carreggiata, piena di rifiuti e detriti, prima di ripristinare la circolazione. Il tutto davanti alle telecamere della trasmissione “Estate in diretta” di Rai Uno, tornata sul posto con i cronisti per incontrare i protagonisti di una storia che, anche solo al pensiero dell’anziana intrappolata, ispira tenerezza. Anche davanti alle telecamere la pensionata ha ripetuto il suo ringraziamento ai carabinieri e al cittadino, accorsi in suo aiuto.
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Alcuni elementi emergono con una certa evidenza: le pompe del sottopassaggio di via Macerata come quelle di altri sono andate in crisi, si sono bloccate o non hanno funzionato a dovere rispetto alla quantità di pioggia caduta. In via Macerata il semaforo del sottopasso che dovrebbe mettere al corrente gli automobilisti della presenza di allagamenti era spento. Lo sostengono con forza la pensionata, i suoi “angeli” e i testimoni. Come e perché sia successo restano domande senza risposta.
Il sindaco, come fa sapere il suo ufficio stampa, aspetta di avere elementi certi prima di parlare. Ed è proprio un comunicato stampa inviato dal Comune a poche ore dal drammatico soccorso che ci racconta di un sistema di protezione civile partito in ritardo rispetto a quelle che sono state le reali necessità. Noi sappiamo che alle 6,55 il sottopasso di via Macerata e molte strade di Cascina erano allagate, i cittadini esasperati hanno chiamato in Comune senza ottenere risposte e allora si sono rivolti alle forze di polizia e al 115. A quell’ora la pensionata è rimasta in trappola.
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Eppure il Comune ammette di avere aperto il Coc, Centro operativo comunale, alle 7. Troppo tardi rispetto a quelle che erano le effettive necessità: pioveva a dirotto da due ore. Il Comune era stato allertato dalla prefettura: non ci sono stati dunque fulmini a ciel sereno.
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