Il dolore
«Basta, non è giusto vivere con la paura della pioggia»
Nel territorio di Cascina fondi e negozi sono stati allagati per l’ennesima volta Invase dall’acqua alcune strade nelle zone industriali del comprensorio del Cuoio
CASCINA. La pioggia ha messo in ginocchio molte strade e un’infinità di cittadini a Cascina. Sottopassi e viabilità sono andati in tilt. Numerosissime le telefonate dei cittadini in comune sin dal primo mattino, che hanno segnalato in particolare strade allagate e interruzioni nell'erogazione dell'energia elettrica. Allagamenti sono stati segnalati in via di Borgo, via Carraia, via Berretta, via Soldaini, via Gagarin, via Cammeo, via Guelfi, via 2 giugno, via 1° Maggio, via Vecchia Fiorentina, via Berlinguer, via Bachelet, via De Nicola, via Macerata, via Piastroni, via Corsica, via 8 Marzo, via delle Poggere, via Di Pastore. Interruzioni elettriche anche a San Lorenzo alle Corti, a San Lorenzo a Pagnatico, a San Casciano. Sono stati chiusi al traffico i sottopassi carrabili di via Moggi a Visignano, di via Macerata a San Frediano e di Marciana e i sottopassi ciclopedonali di via Sant'Ilario e di Navacchio. In queste strade, ridotte a torrenti, la forza dell’acqua ha scoperchiato i tombini. Un segnale evidente di qualcosa che non va. La fognatura è insufficiente oppure non ha adeguata manutenzione. La zona dell’ansa dell’Arno era una palude. Disagi e strade allagate anche a Vicopisano nella zona di Uliveto Terme in particolare. Idem nei pressi di Santa Lucia, nel comune di Pontedera, dove ha tracimato la Rotina.
A Cascina esplode la protesta. In via Macerata a San Frediano, lungo la Tosco Romagnola da Cascina a Navacchio, la gente è esasperata. «Stamani (ieri per chi legge, ndr) ho quasi discusso con un operaio del Comune – dice Salvatore De Plano – siamo alle prese con l’acqua in casa dalle 5 e il primo operaio si è visto alle 8.30. Mi sono lamentato e lui mi ha risposto: “Ma cosa vuoi?”. Allora se è così, c’è poco da fare, ecco perché i problemi non si risolvono». Barbara Betti del negozio di alimentari “Il Morino” conferma i ritardi. «Sono venuti a mettere le transenne alle 8,30 – dice – un po’ tardi...». A San Giorgio, con via Santa Maria allagata e quattro auto danneggiate, stessa storia. «Siamo messi male – dice Sarah – per ore non si è visto nessuno e la strada è un lago, ci sono anche alcune abitazioni allagate. Un disabile ha rischiato di restare in casa mentre gli arrivava l’acqua nelle stanze». Anche a San Prospero i vigili del fuoco hanno aiutato un disabile rimasto bloccato in casa in seguito al maltempo. Danni anche in via Gobetti e via Pastore a Navacchio, con 40 centimetri di acqua e il mercato del lunedì annullato e una campana del vetro lasciata per ore in balìa delle onde. La titolare di Fiori Bomboniere e Decori, a Navacchio, segnala di essere stata una mattina in attesa dei soccorsi che non sono arrivati. «Abbiamo avuto molti danni – dice – qualcuno ci suggerisca chi dobbiamo ringraziare».
Zona del Cuoio. Il risveglio a Santa Croce sull’Arno, ieri mattina, ha comunque messo in luce, ancora un volta, i problemi di delle acque in alcune zone critiche. Problema che riguarda soprattutto Santa Croce, sia nell’area delle vecchia zona industriale sia in quella di via del Bosco, dove ieri mattina si contavano circa 15 centimetri d’acqua, con le auto costrette a viaggiare a passo d’uomo nella strade trasformate in piscine. «Ci siamo attivati alle 5,30 – racconta l’assessore Piero Conservi – Fino alle 9,15 i nostri operai hanno fatto il giro di tutte le strade per liberare le caditoie intasate». Attivata immediatamente la nuova idrovora del depuratore Aquarno. Resta però il problema delle fognature, con le condotte ormai datate e del tutto insufficienti ad assorbire un carico consistente di acqua in pochi minuti. Non a caso sono in corso in questi giorni, da parte del Consorzio Depuratore, i lavori per la sostituzione della fognatura di via Lombardia, con l’installazione di nuove condotte che dovrebbero tenere all’asciutto la carreggiata e i piazzali delle concerie.
Le aziende. Problema identico nella zona industriale di Ponte a Egola, soprattutto fra della Tecnica e via della Spira, nella cosiddetta “zona Apea” (l’area tecnologicamente avanzata), dove a dispetto dei finanziamenti per le infrastrutture, l’asfalto e il verde pubblico non corrisponde, al contrario, un sistema di deflusso delle acque altrettanto “avanzato”. Lo sanno bene i conciatori che ieri mattina hanno trovato strade e piazzali allagati da decine di centimetri d’acqua. Secondo l’amministrazione, infatti, la responsabilità sarebbe da attribuire al vicino rio Malucco (che corre tra la zona industriale e l’Arno), a quando pare incapace di ricevere tanta acqua in così poco tempo. Già dalla mattinata di ieri il Consorzio di Bonifica era sul posto per provare a ripulire il corso d’acqua. «In un modo o in un altro il problema deve essere risolto – chiede il presidente del Consorzio Conciatori Michele Matteoli – Finché succedeva una volta l’anno gli imprenditori potevano anche tollerare, ma ormai ciò che prima era straordinario sta diventando sempre più ordinario».
Gli altri allagamenti. Strade allagate, per alcuni minuti, anche in altri punti del comprensorio. È successo a Castelfranco, ad esempio, tra viale Vigesimo e viale Italia per alcune caditoie ostruite, così come in via Calatafimi e di fronte all’ex cinema. Piccoli allagamenti anche a San Romano (Montopoli) in via della Fornace, così come in via Arnovecchio a San Donato di S. Maria a Monte.
La strada interrotta. L’acquazzone, infine, ha provocato la caduta di un albero sulla carreggiata di via di Poggio Adorno, tra l’omonima villa e il ristorante Da Nando costringendo a chiudere la strada.
Giacomo Pelfer
ed Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
