La manifestazione
Il postino non passa più Proteste alle Melorie
Numerose famiglie si lamentano per la corrispondenza consegnata in ritardo Intanto l’azienda fa luce sul caso delle lettere abbandonate: «Un disguido»
PONSACCO. Le loro cassette delle lettere sono vuote da mesi. Quella del postino per gli abitanti di via Colombo, nella frazione delle Melorie, nel comune di Ponsacco, è una figura quasi sconosciuta. C’è chi periodicamente si reca all’ufficio postale per ritirare la corrispondenza e chi ormai si è affidato al sistema di pagamento online delle bollette per evitare di vedersi aggiungere all’importo la mora per il ritardo nel versamento. La zona è la stessa in cui giovedì mattina è stato ritrovato un plico di lettere sommerso dagli arbusti. Via Colombo e via Melorie, dove è avvenuto il ritrovamento, distano soltanto poche centinaia di metri. Un sorta di “triangolo delle Bermuda” in cui le missive spariscono magicamente senza mai arrivare tra le mani dei destinatari.
Sull’insieme di ricevute, bollette e comunicazioni rinvenute tra la vegetazione giovedì mattina Poste Italiane, attraverso l’ufficio stampa, ha fatto sapere di aver condotto verifiche interne da cui è emerso che il postino incaricato della consegna è stato vittima di un disguido. Le lettere quindi - affermano con certezza da Poste Italiane - non sono state abbandonate. Nessuna negligenza del portalettere, soltanto un incidente di percorso.
Nella frazione alle porte di Ponsacco però ricevere la posta è un’impresa. Al di là dei disguidi. Ne sanno qualcosa i residenti di via Colombo. «Nel maggio scorso sono andata all’ufficio postale di Ponsacco per comunicare il disservizio. A noi non arriva niente. Dalle bollette alle ricevute delle banche. Mi è stato risposto che in quel momento non era presente il postino e quindi, trattandosi di un periodo critico, si erano verificati alcuni disagi nella consegna». I mesi passano e Debora Ilardi, che abita in un condominio di via Colombo, continua a restare a secco di posta. «La seconda volta si è recato allo sportello il mio compagno per protestare: a lui è stato detto che sarebbe entrato in servizio un nuovo portalettere e che quindi il problema si sarebbe risolto in tempi brevi». Da una rassicurazione all’altra: parole che rimbalzano, frasi di scuse e una sola certezza. «Continuavo a non vedermi recapitare niente. Per evitare di ritardare il pagamento delle bollette ho iniziato a calcolare da sola i giorni in cui mi sarebbero dovute arrivare così da contattare gli uffici in anticipo per spiegare il mio problema ed evitare sanzioni».
A distanza di tre mesi nulla è cambiato. In via Colombo, nel frattempo, c’è chi si è ingegnato ricorrendo alla tecnologia. «Ho cambiato il metodo di pagamento delle bollette, eliminando la comunicazione cartacea. Ora faccio tutto dal pc e finalmente – spiega Debora – ho la sicurezza di essere in regola con i versamenti. Come me, hanno fatto lo stesso molti altri abitanti della zona, stanchi di dover fare i conti con un servizio per noi inesistente».
Alle Melorie il “triangolo della posta” è sempre più un mistero. Tra pacchi abbandonati nell’erba, cassette vuote e le promesse di Poste Italiane. Si dice che il postino suona sempre due volte: da queste parti non vedono l’ora che accada.
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