Il dolore
Il postino non passa più, proteste alle Melorie
Numerose famiglie si lamentano per la corrispondenza consegnata in ritardo. Intanto l’azienda fa luce sul caso delle lettere abbandonate: «Un disguido»
PONSACCO. Le loro cassette delle lettere sono vuote da mesi. Quella del postino per gli abitanti di via Colombo, nella frazione delle Melorie, nel comune di Ponsacco, è una figura quasi sconosciuta. C’è chi periodicamente si reca all’ufficio postale per ritirare la corrispondenza e chi ormai si è affidato al sistema di pagamento online delle bollette per evitare di vedersi aggiungere all’importo la mora per il ritardo nel versamento. La zona è la stessa in cui il 20 agosto è stato ritrovato un plico di lettere sommerso dagli arbusti. Via Colombo e via Melorie, dove è avvenuto il ritrovamento, distano soltanto poche centinaia di metri. Un sorta di “triangolo delle Bermuda” in cui le missive spariscono magicamente senza mai arrivare tra le mani dei destinatari.
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Sull’insieme di ricevute, bollette e comunicazioni rinvenute tra la vegetazione il 20 agosto Poste Italiane, attraverso l’ufficio stampa, ha fatto sapere di aver condotto verifiche interne da cui è emerso che il postino incaricato della consegna è stato vittima di un disguido. Le lettere quindi - affermano con certezza da Poste Italiane - non sono state abbandonate. Nessuna negligenza del portalettere, soltanto un incidente di percorso.
Nella frazione alle porte di Ponsacco però ricevere la posta è un’impresa. Al di là dei disguidi. Ne sanno qualcosa i residenti di via Colombo. «Nel maggio scorso sono andata all’ufficio postale di Ponsacco per comunicare il disservizio. A noi non arriva niente. Dalle bollette alle ricevute delle banche. Mi è stato risposto che in quel momento non era presente il postino e quindi, trattandosi di un periodo critico, si erano verificati alcuni disagi nella consegna». I mesi passano e Debora Ilardi, che abita in un condominio di via Colombo, continua a restare a secco di posta. «La seconda volta si è recato allo sportello il mio compagno per protestare: a lui è stato detto che sarebbe entrato in servizio un nuovo portalettere e che quindi il problema si sarebbe risolto in tempi brevi». Da una rassicurazione all’altra: parole che rimbalzano, frasi di scuse e una sola certezza. «Continuavo a non vedermi recapitare niente. Per evitare di ritardare il pagamento delle bollette ho iniziato a calcolare da sola i giorni in cui mi sarebbero dovute arrivare così da contattare gli uffici in anticipo per spiegare il mio problema ed evitare sanzioni».
A distanza di tre mesi nulla è cambiato. In via Colombo, nel frattempo, c’è chi si è ingegnato ricorrendo alla tecnologia. «Ho cambiato il metodo di pagamento delle bollette, eliminando la comunicazione cartacea. Ora faccio tutto dal pc e finalmente – spiega Debora – ho la sicurezza di essere in regola con i versamenti. Come me, hanno fatto lo stesso molti altri abitanti della zona, stanchi di dover fare i conti con un servizio per noi inesistente».
Alle Melorie il “triangolo della posta” è sempre più un mistero. Tra pacchi abbandonati nell’erba, cassette vuote e le promesse di Poste Italiane. Si dice che il postino suona sempre due volte: da queste parti non vedono l’ora che accada.
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