Sicurezza
Usciana, il sindaco attacca il Consorzio di bonifica
Gabriele Toti: «Vogliamo sapere dal presidente Monaco per quale motivo gli ossigenatori installati per prevenire le morìe di pesci non funzionano»
CASTELFRANCO. «Attendiamo il prima possibile dovute e precise spiegazioni». Questa l'intimazione del sindaco di Castelfranco Gabriele Toti al Consorzio di Bonifica Basso Valdarno dopo che nei giorni scorsi “Il Tirreno” aveva denunciato lo stato di abbandono in cui versano gli impianti di ossigenazione in Usciana. Inchiesta, corredata di foto testimonianti non solo l'inattività ma anche lo stato d'incuria tanto degli ossigenatori quanto anche di alcune centraline di rilevamento, che hanno preceduto di appena pochi giorni una moria di pesci in località Torre a Fucecchio. Situazione che ha subito colpito l'attenzione del primo cittadino castelfranchese, proprio nel suo comune infatti insiste in via Pie’ di Monte un terzo impianto di ossigenazione, gemello dei due interessati dalle segnalazioni dei giorni scorsi. «Apprendiamo che gli ossigenatori installati negli anni passati lungo il Canale Usciana, con l'obiettivo di migliorare le acque del Canale stesso e prevenire eventuali morìe di pesci specie durante i mesi estivi dove la portata è pressoché minima, siano fuori uso e lasciati in stato di abbandono – scrive Toti sul suo profilo. – Considerato che uno di questi ossigenatori è presente in via Pie’ di Monte nel territorio comunale di Castelfranco di Sotto chiediamo chiarimenti in merito al Presidente del Consorzio Marco Monaco per sapere se quanto riportato dalla stampa corrisponde a verità, le motivazioni che hanno portato a questo mancato funzionamento, da quanto dura questa situazione e le azioni che saranno intraprese dal consorzio di bonifica per ripristinarne la corretta funzione».
L'impianto castelfranchese fu riattivato nel 2009 al fine di scongiurare le morìe di pesci nel canale, la cui probabilità d'incindenza aumenta nei mesi estivi senza piogge. Prima dell'ultimo affondo del sindaco di Castelfranco, a seguito degli articoli del “Tirreno” il vice-direttore del Consorzio Maurizio Ventavoli aveva negato, previa consultazione dei tecnici dell'ente, che vi fossero livelli di guardia delle acque dell'Usciana, segnalando comunque alcuni lavori di ripristino agli impianti e propedeutici alla costruzione del Tubone nel Padule e, al contempo, rendendosi disponibile ad ulteriori controlli. Pochi giorni dopo la nuova moria di pesci.
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