Il Tirreno

Pontedera

Muore cuoco di 28 anni dipendente del Palabingo

di Lara Loreti

Francesco Iagatti viveva a Livorno ma lavorava a Navacchio da un anno e mezzo Era originario delle Marche. Fatale un arresto cardiaco mentre era ancora a letto

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LIVORNO. Sara lo amava più di ogni altra cosa al mondo. Traspare da quel grido disperato che a poche ore dalla tragedia emerge sulla bacheca Facebook del suo Francesco: “Amore miooooo ancora non ci credo! Noooooo! Ti amerò per sempre”. Francesco Iagatti aveva solo 28 anni: era un cuoco, dipendente del Palabingo di Navacchio da un anno e mezzo dove svolgeva la mansione di aiuto cuoco. Ed era un giovane padre di un bimbo piccolo. Sara Buffolino era la sua compagna e convivente, livornese trentenne, madre del piccino. È stata lei, ieri mattina, a trovarlo ansimante nel letto. Non stava bene e lei avrebbe dovuto darle una medicina, ma non ce l’ha fatta.

Francesco respirava affannosamente. Inutile la respirazione bocca a bocca fatta da Sara. Inutili anche i soccorsi della squadra della Misericordia. Il corpo di Francesco resta sdraiato senza vita su quel letto, nell’appartamento di via Verdi, che era stato per anni lo scrigno d’amore di una giovane famiglia.

Un arresto cardiaco innestato su un corpo già debilitato. Questa sarebbe la causa della morte di Iagatti. Sono le 10, siamo nello stabile che si trova in via Verdi, adiacente alla sede della Misericordia. In casa ci sono Sara e anche il piccino. Francesco è al letto.

A un tratto lei si avvicina per somministrargli la terapia ma si rende subito conto che lui respira affannosamente.

La donna si mette subito in allarme, lo chiama ripetutamente. Lui è in crisi, la sensazione che sia in preda a una asfissia. Sara chiama il 118 che invia i soccorsi. Prima alcuni volontari con il defibrillatore, poi un’ambulanza con il medico a bordo. Ma per Iagatti non c’è niente da fare.

A mezzogiorno arriva il medico legale Alessandro Bassi Luciani per una prima valutazione della salma. Gli accertamenti vengono svolti dai carabinieri, guidati dal comandante del nucleo operativo radiomobile Leonardo Bricca. Ma l’ultima parola sarà quella del medico legale che tra oggi e domani svolgerà l’autopsia sul corpo, disposta dal magistrato Giuseppe Rizzo. Alla porta di via Verdi, dove abitava il giovane, è un via vai di persone: parenti che si precipitano a casa per dare conforto a Sara. Al bimbo pensa la nonna materna.

Il corpo viene portato alla camera mortuaria dell’ospedale livornese in viale Alfieri alle 14 dove avverrà l’esame autoptico che chiarirà le cause della morte. Originario delle Marche Iagatti da tempo viveva a Livorno con la compagna e i suoi parenti. Grande tifoso del Milan, era appassionato di motori e di musica. Numerosi i messaggi di commiato su Facebook da parte di amici e parenti addolorati per la scomparsa prematura del giovane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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