La manifestazione
E c’è chi propone di riaprire via Roma
«In questo modo il commercio potrebbe tornare a respirare». Stessa richiesta per via del Teatro
PONTEDERA. Quando incontriamo Mauro Carlesi siamo proprio in piazza Belfiore, di fronte all’incrocio tra via Giordano Bruno e via Primo Maggio. «È un passaggio obbligato – dice indicando lo stop – Pensiamo a chi viene da Ponsacco e deve raggiungere questa zona. Ci sono solo due possibilità: fare il giro largo dal cavalcavia dopo l’uscita della superstrada oppure arrivare da via De Gasperi e passare per forza di qui. E questo crea spesso un po’ d’ingorgo, anche se penso che il problema sia di difficile soluzione».
Non è il solo a pensarla così di fronte ad un tema che sembra dividere i pontederesi in due correnti. Da un lato chi considera la città spaccata in due, vittima di un sistema di percorsi obbligati giudicato eccessivo per una realtà come Pontedera. Dall’altro, invece, chi ritiene del tutto normale, per un centro storico, dover fare i conti con divieti e sensi unici, sottolineando che l’attuale sistema garantisce comunque una certa funzionalità. «Ho visto di peggio – risponde Enzo Bartolomeo – Rispetto ad altre città la viabilità è abbastanza scorrevole, piuttosto servirebbero più parcheggi non a pagamento vicino al centro».
«C’è un po’ di zig zag ma va bene, non è una cosa eclatante», osserva Vitaliano Balatresi che da pochi mesi si è trasferito nella città della Vespa. Ben diversa l’opinione di Paola Chetoni, residente alla Borra, che ci racconta delle peripezie necessarie per venire a trovare la madre. «Per me l’unica possibilità è arrivare da via Giordano Bruno», dice la donna, che suggerisce di riaprire al traffico la parallela via Roma: «È una strada stretta ma quando era transitata anche il commercio sopravviveva. Semplificherebbe un po’ la situazione anche per limitare il caos del sabato». Stessa opinione per Fabrizio Pasquinucci che incrociamo in via Rossini: «Partendo da qui per andare dall’altra parte conviene prendere la Tosco Romagnola e fare tutto il giro fino al ponte napoleonico. Di fatto Pontedera è spaccata in due».
Accanto a lui, Luca Bertini dell’omonimo negozio di antichità se la prende con la chiusura di via del Teatro, «che ha ammazzato questa zona – spiega - Di qui ormai non passa più nessuno». All’ex circolo Fantozzi, invece, Micky Condelli non ha dubbi: «La viabilità non è un problema. Il grosso guaio è la mancanza di posti auto per chi lavora». (g.p.)
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