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archeologia

Anfiteatro romano di Volterra, servono 40mila euro per il progetto di scavo

di Andreas Quirici
Una delle prime immagini dell'anfiteatro scoperto a Volterra (foto Franco Silvi)
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Una delle prime immagini dell'anfiteatro scoperto a Volterra (foto Franco Silvi)

Il Comune ha chiesto il denaro a Fondazione e Cassa di Risparmio. Elena Sorge (Soprintendenza): "Dobbiamo capire a quale profondità è la struttura"

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VOLTERRA. Quantamila euro. Forse quarantacinquemila. È la somma necessaria per cominciare a far emergere l’anfiteatro romano, scoperto recentemente a Volterra, nella zona del cimitero. Il sindaco Marco Buselli sta aspettando una risposta, in merito alla richiesta di finanziamento, da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e dallo stesso istituto di credito. E, dopo aver ricevuto l’ok, su cui non sembrano esserci grossi dubbi, la Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana darà corpo al progetto di scavo. Soprattutto per capire quanto è profondo l’interro dell’importantissimo ritrovamento. "Se iniziassimo a scavare - dice Buselli - avremmo anche modo di far vedere al ministro dei beni culturali, Dario Franceschini - l’entità della scoperta fatta nel nostro territorio. Ovviamente, quando lo stesso ministro verrà in visita nella nostra città".
 
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Intanto il sindaco fa un appello a Monica Barni, da poco nominata assessore regionale alla cultura, per il futuro dello stesso anfiteatro. "Il ritrovamento - dice Buselli - può davvero riscrivere la storia di Volterra in epoca romana e, una volta recuperato, essere offerto alla vista di tutti, come bene dell'umanità. Confidiamo che la Regione Toscana possa intervenire assieme al Ministero, per realizzare questo sogno". 
Il Comune di Volterra ha anche invitato l’assessore Barni all’inaugurazione delle mura medievali, crollate nell’inverno 2014, il cui restauro è in via di ultimazione. Inaugurazione a cui è stato invitato anche il ministro Franceschini.
Al di là degli effetti mediatici e politici della presenza o meno del ministro al sito dell’anfiteatro, alla Soprintendenza interessa soprattutto avere la dimensione di quanta terra occorrerà togliere per far emergere l’eccezionale reperto storico. 
 
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"Un conto è scavare per tre metri in profondità - dice Elena Sorge, funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana - un altro per otto metri. Cambierebbero gli scenari economici, comprese le strumentazioni da impiegare. Ma finché non realizzeremo le prime indagini e il progetto di scavo è impossibile saperlo. Proprio negli ultimi giorni abbiamo fatto una perizia che indica in quarantamila, massimo cinquantamila euro il costo necessario per il primo studio. La nostra idea è quella di creare una lunghissima trincea che permetta di delineare il perimetro, ma soprattutto che ci consenta di iniziare la progettazione dello scavo".
Ora la palla passa a Fondazione e Cassa di Risparmio di Volterra. La concessione del finanziamento sarebbe davvero un primo (e concreto) passo per evitare che l’anfiteatro romano di Volterra diventi l’ennesima opera incompiuta italiana. 
 
 

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