Il dolore
Se si scioglie l’Unione Valdera i dipendenti passano ai Comuni
PONTEDERA. La delibera, passata dalla giunta dell'Unione dei Comuni della Valdera, all’inizio di maggio, e che provocò uno scricchiolio politico e nella maggioranza incassando il no secco del sindaco...
PONTEDERA. La delibera, passata dalla giunta dell'Unione dei Comuni della Valdera, all’inizio di maggio, e che provocò uno scricchiolio politico e nella maggioranza incassando il no secco del sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, e l'astensione del primo cittadino di Chianni, Giacomo Tarrini, viene ora considerata quasi superflua dal Comune di Pontedera. Si parla dell’impegno dei Comuni, in caso di scioglimento dell'Unione, a immettere nell'organico dei singoli Comuni la quota di personale assunto direttamente dall'Unione. A richiedere questo impegno, peraltro previsto dalla normativa regionale, erano stati i sindacati che in qualche modo volevano garantire i dipendenti, almeno una ventina, che sono stati assunti dall'Unione con varie procedure.
Macelloni aveva detto chiaramente che non era d'accordo con questa impostazione che, a suo avviso, stride con quella che è la situazione del mercato del lavoro e con quanto sta succedendo per i dipendenti delle Province. E il consigliere della Lista Civica Indipendente di Pontedera, Alessandro Puccinelli, aveva rincarato la dose rivolgendo una serie di domande che restano attuali. «A che punto è l'Unione dei Comuni della Valdera e dove sta andando? Qualcuno ce lo vuole dire chiaramente? La seconda riflessione è sull'ipocrisia di tale atto e sulla presa in giro generale. Nel caso davvero l'Unione saltasse, chi riassorbirebbe i lavoratori? Quali Comuni ed in che misura si dovrebbero accollare il personale?».
La risposta arriva in questi giorni, anche se indirettamente, da una delibera del Comune di Pontedera, chiamato a dare l’ok all’accordo relativo al personale assunto direttamente dall’Unione Valdera. Che il destino lavorativo di questi dipendenti sia tracciato dalla legge regionale è chiaro. Secondo il funzionario del terzo e quarto settore, incaricato di valutare la procedura, l’accordo con i sindacati è addirittura superfluo. I Comuni invece dovranno dire chiaramente con quali criteri dovrà essere ricollocato il personale. E poi, questi sì, dovranno essere approvati dalla giunta dell’Unione e da quelle dei Comuni.(s.c.)
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