Il Tirreno

Pontedera

I sindacati vogliono bloccare i trasferimenti in Puglia

di Andreas Quirici
I sindacati vogliono bloccare i trasferimenti in Puglia

L’azienda ha proposto lo spostamento a venti dipendenti, in maggioranza donne Si punta ad attivare gli ammortizzatori sociali e le dimissioni incentivate

3 MINUTI DI LETTURA





FAUGLIA. In maggioranza giovani donne, prevalentemente sotto i 30 anni, single o comunque poche con figli e residenti nell'entroterra a ridosso della costa pisano-livornese. Questo l'identikit delle lavoratrici della Sogese di Luciana, nel comune di Fauglia, che la società generale di servizi nel settore automotive vorrebbe trasferire nella sede di Bari «alle stesse condizioni contrattuali». Una notizia arrivata prima di Ferragosto, che ha il suo prologo all'inizio del mese, quando la dirigenza ha inviato la comunicazione e ha affisso l’avviso nella bacheca aziendale. Per il sindacato è «il tentativo di sbarazzarsi dei dipendenti». Intanto il tempo stringe (l'operazione scatterà dal 27 agosto) mentre sindacati e istituzioni si organizzano per bloccare il trasferimento.

Venti dipendenti con contratto metalmeccanico, addetti al controllo dei pezzi destinati alla fornitura per il settore dell'automotive, sono tutti, anzi tutte alle prese con una scelta molto difficile: credere o meno alle intenzioni di Sogese e provare l'esperienza di una nuova vita a Bari, in un Meridione non certo felice. Se fosse stato proposto un trasferimento in Germania, forse la situazione sarebbe stata diversa, anche se stiamo parlando comunque di un paese straniero. Ma Bari non offre garanzie di una vita migliore e prospettive concrete dal punto di vista occupazionale.

«In passato le lavoratrici hanno fatto trasferte di uno o due mesi nello stabilimento che Sogese ha in Germania - dice Matteo Taccola, della Cgil - Essendo in larga parte senza particolari vincoli familiari, hanno sempre accettato di buon grado lo spostamento temporaneo. Anche perché si trattava di periodi relativamente brevi e, comunque, essendo trasferte, anche ben retribuite. Un trasferimento definitivo a Bari, però, è tutta un'altra faccenda. E anche l'aspetto economico non è da sottovalutare, visto che non ci sono soldi in più per i trasferimenti».

Un altro fattore di scetticismo è rappresentato dal comportamento avuto da Sogese nel recente passato: «L'anno scorso l'azienda avrebbe dovuto affrontare la questione della riduzione dei costi di produzione. Abbiamo gestito la situazione con gli ammortizzatori sociali, ma oggi siamo ancora a parlare di esuberi senza che ci siano stati interventi seri e concreti per dare sviluppo al sito produttivo di Luciana, mentre è stata attivata la cassa integrazione negli ultimi cinque mesi. In più, Sogese motiva il trasferimeno con un calo di commesse derivante dai tagli dei suoi committenti. Che a Luciana sono la Continental della vicina Acciaiolo e la Pierburg di Livorno. Almeno per quanto riguarda Continental, abbiamo appurato che non sono state messe in pratica riduzioni nei confronti di Sogese».

«E poi ci sarebbero anche le parole della dirigenza quando, alcuni mesi, fa discutevamo di possibili assorbimenti di personale proprio a Bari in caso di esuberi a Luciana - prosegue Taccola - La risposta che ci venne data fu che non c'era nessuna possibilità di far assorbire i dipendenti della sede faugliese nello stabilimemento pugliese. Poco tempo dopo, però, ci viene proposta la stessa soluzione. Qualcosa non quadra ed è evidente il tentativo di sbarazzarsi dei lavoratori di Luciana con una proposta assurda».

L'obiettivo del sindacato è di mettere in piedi una operazione con Comune e Provincia che consenta l'attivazione di ammortizzatori sociali e la mobilità incentivata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca