Il Tirreno

Pontedera

Filmata mentre ruba i soldi dalla cassa del bar

di Pietro Barghigiani
Filmata mentre ruba i soldi dalla cassa del bar

Commessa arrestata in flagranza dai carabinieri dopo la denuncia del titolare Il proprietario: «Ci sono rimasto malissimo. Non mi ha saputo spiegare il motivo»

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PISA. Una banconota, quasi sempre da 20 euro, messa da parte con sistematicità quotidiana.

Anziché finire nella cassa del locale trovava un’altra via più personale, quella delle tasche della barista che aveva trovato il modo di alleggerire l’incasso del pubblico esercizio dove lavorava da alcuni mesi.

I sospetti del titolare sono diventati certezze quando le immagini hanno raccontato la sequenza con la quale la ragazza è stata inchiodata alle sue responsabilità.

Furto aggravato e continuato è il reato che ha inguaiato una barista, ormai ex, di 21 anni, residente a Pisa, arrestata dai carabinieri del nucleo investigativo dopo un’indagine lampo per la quale è stato fondamentale l’uso delle telecamere.

Il sostituto procuratore di turno ha ritenuto di non dover disporre una misura cautelare in carcere o ai domiciliari e ha lasciato in libertà la giovane.

Nel 2012 fu arrestata dai carabinieri di Calcinaia con l’accusa di furto con destrezza. Durante una serata trascorsa in discoteca aveva sfilato il portafoglio da cinque borsette di altrettante clienti.

«Al di là del furto e del mancato guadagno, forse migliaia di euro, (6.000 circa) questa vicenda mi ha profondamente amareggiato – commenta il titolare del bar Kandinsky a Cisanello dove lavorava la 21enne –. Non ci ha chiesto scusa, né spiegato il motivo per cui rubava».

La ventenne viene assunta a fine aprile. Alle spalle ha altre esperienze. Bella presenza, spigliata, la freschezza dei venti anni si fa sentire dietro al banco. La ventenne viene assunta a fine aprile. Alle spalle ha altre esperienze. Bella presenza, spigliata, la freschezza dei venti anni si fa sentire dietro al banco. È un tipo gradevole che sa stare a contatto con il pubblico. Quello che ci vuole in un bar.

Passano i giorni e le cose sembrano procedere con reciproca soddisfazione tra proprietà e neo assunta.

È un tipo gradevole che sa stare a contatto con il pubblico. Quello che ci vuole in un bar. Dopo qualche settimana, però, il titolare nota che i conti cominciano ad avere qualche acciacco.

«Sono un tipo preciso e mi piace controllare anche le virgole», spiega. Prima, però, di accusare di furto una persona ci vogliono le prove. Il sospetto rischia di diventare calunnia e l’imprenditore sceglie la soluzione più saggia. Ha capito che qualcosa non funziona quando la ventenne è dietro al banco e allora si presenta dai carabinieri. Gli ammanchi sono certi. Risalire a chi dipendono a quel punto è un compito che spetta ai carabinieri. Basta piazzare una telecamera e lo stillicidio dei furti quotidiani a colpi di 70 euro a volta diventa un film con un finale scritto mercoledì poco prima delle 13.

«I carabinieri in borghese sono entrati nel bar e con molta discrezione hanno portato via la ragazza – prosegue il titolare – che, tra l’altro, aveva appena preso un’altra banconota da 20 euro che è stata sequestrata».

La ventunenne aveva un contratto di 30 ore settimanali e percepiva 886 euro al mese. Svelta di mano, quando pensava di non essere vista, si era fatta una seconda entrata attingendo anche al borsello utilizzato per i versamenti in banca.

«Sono rimasto malissimo – conclude l’ex datore di lavoro della barista-ladruncola –. Non mi ha detto perché lo faceva. Anzi, non mi ha proprio risposto neanche quando le ho comunicato che avrebbe ricevuto la lettera di licenziamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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