Il Tirreno

Pontedera

Pochi affari per i locali esclusi dalla festa

Alcuni commercianti polemizzano: troppi i punti di ristoro delle contrade a “Volterra ad 1398”

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VOLTERRA. Vento di polemica sull’esito del primo appuntamento della festa medievale a Volterra che domenica vivrà il secondo e conclusivo atto. L’altro ieri da Palazzo dei Priori è arrivato un bilancio positivo con la sottolineatura che «anche le attività commerciali esterne al circuito di Volterra Ad 1398 hanno fatto buoni incassi». Ieri sono stati i commercianti fare il punto sulla manifestazione. E Marco Socchi, presidente di Confcommercio Volterra, titolare di una pizzeria vicino al Teatro romano, ha detto di «aver lavorato molto meno del solito».

«La domenica nel mio locale serviamo, normalmente, tra i trenta e i quaranta coperti - ha proseguito Socchi - Nel giorno della festa, invece, solo sei. Ma questo è un fatto normale, che si ripropone ogni anno. E non solo per la mia pizzeria. Chi è fuori dal circuito lavora meno, perché all’interno dell’area dove ci sono le attrazioni i punti di ristoro delle contrade sono tantissimi. Il rimedio sarebbe quello di ridurre i punti di ristoro che, come mi è sempre stato risposto, servono ad autofinanziare le stesse contrade. Ma, allora, a cosa servono i 10 euro d’ingresso?».

Un quadro della situazione che domenica scorsa aveva riscontrato anche Salvatore Mauceri del “Porgi l’altra guancia”, locale anche questo fuori dal circuito: «Abbiamo lavorato meno, senza dubbio. Credo che la festa sia bellissima, ma andrebbe fatta quando c’è meno afflusso di turisti».

Per migliorare il rapporto tra commercianti e organizzazione della festa medievale, Marco Migliorini, presidente di Confesercenti Volterra, spiega che «occorrerebbe tornare ai metodi delle prime edizioni, quando le attività commerciali erano maggiormente coinvolte e contribuivano con allestimenti speciali dei loro locali o con iniziative particolari, in tema con la rievocazione storica. In quegli anni, a dire la verità, il circuito era più grande e coinvolgeva molti più esercenti. Ma anche quelli che non rientravano nell’area delle attrazioni riuscivano comunque a vivere la festa e a trarne benefici in termini economici. Oggi, sinceramente, quel coinvolgimento è un po’ scemato e andrebbe ricreato. Fermo restando che il bilancio del primo appuntamento di domenica scorsa non può che essere positivo, malgrado la situazione economica generale non aiuti. L’organizzazione è davvero buona e anche la gestione dei tanti visitatori, con il sistema dei parcheggi e dei bus navetta, ha funzionato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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