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Pontedera

museo di sasso pisano: la denuncia dell’opposizione

«Mal conservati preziosi vasi di terracotta»

«Mal conservati preziosi vasi di terracotta»

CASTELNUOVO. «Quello dedicato alle arti e mestieri è un museo o un cantiere?». Questa la domanda del gruppo consiliare di minoranza Obiettivo Comune di Castelnuovo Valdicecina che punta ancora i...

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CASTELNUOVO. «Quello dedicato alle arti e mestieri è un museo o un cantiere?». Questa la domanda del gruppo consiliare di minoranza Obiettivo Comune di Castelnuovo Valdicecina che punta ancora i riflettori sul museo di Sasso Pisano, recentemente salito alla ribalta delle cronache a causa di una situazione di degrado in cui versa la struttura espositiva. E che ora c’è un altro problema che riguarda pezzi in terracotta conservati in un cantiere.

«Dopo il sopralluogo effettuato lo scorso mese di giugno abbiamo subito denunciato le precarie condizioni di conservazione del materiale “donato” – spiegano gli esponenti di Obiettivo Comune - e abbiamo presentato un’interrogazione al sindaco Alberto Ferrini su come intende porre rimedio a questo scempio, visto che di aprire il museo per il momento non se ne parla. Il sindaco ha risposto ai vari articoli dei giornali usciti nel frattempo sul cosiddetto “museo fantasma” che, sì, gli oggetti potevano eventualmente pure essere conservati meglio, ma sono in luogo sicuro e accessibile solo a poche persone e tutte di fiducia dell’amministrazione. Un tentativo di sminuire le nostre denunce e lo stato del museo. Ma proprio per quel principio di trasparenza e serietà che vogliamo contraddistingua il nostro percorso in questi anni di opposizione, siamo ora a denunciare un nuovo fatto che riteniamo molto grave, soprattutto dopo tutto quanto è stato detto fino ad adesso. È storia di questi ultimi giorni quella che vede importanti pezzi in terracotta, quindi fragili, donati dalla ditta Mital, del valore di decine di migliaia di euro, conservati all’aperto in un luogo recintato adiacente il museo, ritrovati in mezzo ad un vero e proprio cantiere edile, accanto a una betoniera, a sacchi di cemento e materiale edile.

E ancora: «Alla luce di questi ultimi avvenimenti, ci viene da pensare che nonostante tutto qualcuno faccia orecchie da mercante e non si preoccupi minimamente di porre rimedio ad una situazione già precaria da tempo. Ci domandiamo dove stanno quella sicurezza e quella sorveglianza tanto declamate dall’amministrazione a riguardo di questi preziosissimi oggetti».

Gianni Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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