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Pontedera

Il prete: Davide era una brava persona

Il prete: Davide era una brava persona

All’omelia don Raimondo ha ricordato la guardia giurata «Lo sentivo come un fratello, mi colpiva il suo sorriso buono»

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MONTECALVOLI. «Daniele era una brava persona, un amico, un uomo di poche parole, sempre discreto, che lo sentivi come un fratello». Guarda negli occhi la vedova, Franca Gioia, seduta accanto alla bara del marito coperta di fiori colorati e rose rosse il parroco don Raimondo Gueli, quando all’omelia, invita alla fede per superare il dolore e al tempo stesso parla di Davide Giuliani, 46 anni, di Montecalvoli (Santa Maria a Monte), la guardia giurata che spinto dai debiti si è improvvisata rapinatore e ha pagato questo suo gesto con la vita.

Il collega dello stesso istituto di vigilanza, Simone Paolini, 37 anni, di Pisa, chiamato all’ultimo momento al lavoro per sostituire un collega, lo ha ucciso con due colpi di pistola. Un uomo disperato anche lui, lo descrivono gli amici, che non si dà pace per quello che è successo e che in questi giorni ha espresso più volte il desiderio di incontrare la moglie di Giuliani insieme agli avvocati - o anche da soli - per un chiarimento e per dimostrarle la vicinanza nella tragedia. C’è chi prova a cercarlo in chiesa, confuso tra la gente.

All’omelia, durante la cerimonia nella piccola chiesa di Montecalvoli dove si ritrovano i parenti e gli amici più stretti, il parroco si astiene da considerazioni sulla vicenda, senza giudicare, mettendosi in ascolto del dolore di chi ha perso una persona cara.

La moglie Franca, prima della messa funebre, ha un leggero malore, abbandonandosi più volte a un pianto disperato. Se le parole del parroco hanno tenuto lontano dall’ultimo saluto le circostanze della morte della guardia giurata, gli sguardi di molti in chiesa si sono incrociati per cercare di riconoscere colleghi di lavoro o anche solo uno dei superiori di Giuliani, il quale per tanto tempo era stato considerato un uomo di fiducia dell’istituto di vigilanza.

Così come, mentre il parroco ricordava la figura di Davide, per molti è stato impossibile non chiedersi come mai tanto disagio, quello che ha spinto l’uomo a improvvisarsi rapinatore, alla sala del Bingo di Navacchio, non era stato in qualche modo percepito.

«Mi colpiva il suo sorriso buono», ha aggiunto il sacerdote tornando indietro con il pensiero al giorni precedenti alla sua festa per i 25 anni dell’ordinazione sacerdotale. «Davide sapeva ascoltare. Andai da lui a prendere un oggetto per i miei festeggiamenti, si prese subito a cuore quello che dicevo. Davide mi è stato vicino. Non ci vogliono solo le parole, ma anche i gesti concreti. Oggi tanti parlano, ma pochi fanno e la fede rimane come una bandiera issata a metà». E poi il ricordo della benedizione delle case: «Mi hanno sempre accolto con gioia. Davide ha dato tanto nella sua semplicità, affronteremo insieme a Franca questo momento».

Una cerimonia semplice, con grande commozione. Nessuno chiede di leggere messaggi o di ricordare Davide, come invece succede sempre più spesso ai funerali. Pesa il modo in cui l’uomo li ha lasciati. Nessuno se lo aspettava, non vogliono parlarne. È ancora presto.

Nelle pagine del libro del cordoglio, in fondo alla chiesa, le firme di chi ha partecipato alla cerimonia funebre dell’uomo che con il suo ultimo gesto ha lasciato tanti interrogativi aperti. L’abbraccio dei parenti e quello della moglie che alla fine delle cerimonia si abbandona a un pianto disperato spingendosi verso la bara del marito, quasi a volerlo trattenere con lei.

La famiglia della vittima non nasconde il desiderio di chiedere che siano chiarite al meglio le circostanze che hanno portato alla morte del padre di due bambine. Ma eventuali richieste arriveranno nei prossimi giorni. Ora è il momento del dolore e del distacco vero dal marito e dal padre, uscito di casa durante la notte, senza farsi sentire dalla moglie che ha saputo della tragedia quando i carabinieri, ore dopo, l’hanno accompagnata in caserma.

La donna da quel giorno vive nel dolore e nell’angoscia del dubbio. E con lei i familiari stretti.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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