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Pontedera

Guardie, arma sequestrata al comandante

Guardie, arma sequestrata al comandante

Neppure lui, così come altri agenti aveva rinnovato la licenza per la pistola

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NAVACCHIO. L'ispezione effettuata nella sede del Corpo Guardie di Città ha avuto subito una prima conseguenza. La Questura di Pisa, ieri mattina, ha sequestrato la pistola di cui è in possesso il tenente Daniele Paolicchi, comandante delle guardie e braccio destro dell'amministratore dell'istituto di vigilanza, Mariano Bizzarri. Anche il porto d'armi di Paolicchi era scaduto da aprile e non era stata inoltrata alcuna richiesta di rinnovo fino a pochi giorni fa. All'alba di giovedì, quando la tentata rapina è finita nel sangue e una guardia giurata è morta, il comandante dell'istituto di fatto era nella stessa condizione di Simone Paolini, 37 anni, l'uomo che ha sparato per difendersi al collega-rapinatore. Una situazione che non potrà essere ignorata e che anche gli altri istituti di vigilanza stanno seguendo con attenzione.

Dopo il grave fatto, quando era stata annunciata una immediata verifica nell'azienda nota anche per la trasmissione televisiva "Professione sicurezza", Paolicchi ha presentato in prefettura i documenti per il rinnovo. Lo avrebbe fatto venerdì 14, il giorno successivo alla tragedia. L'iter che è stato seguito deve essere stato piuttosto rapido. E non chiaro se questa rapidità rientri o meno nelle regole. La richiesta non è passata da un ufficio di pubblica sicurezza, come di routine. E non ci sono state le attività di informazione che si solito si mettono in pratica per i cittadini al momento del rinnovo del porto d'armi. È stata consegnata brevi manu.

Lunedì 17, giorno dell'ispezione richiesta dalla prefettura in maniera congiunta, cioè con l’impiego di più forze di polizia, Paolicchi ha ricevuto il rinnovo del porto d'armi. Questa situazione - cioè la sovrapposizione tra la pratica per il rinnovo del porto d'armi e l'ispezione - comunque è stata superata con l'intervento della polizia e il sequestro della pistola: del resto, la documentazione acquisita durante l’ispezione avrebbe chiarito per quanto tempo Paolicchi ha usato la pistola senza il porto d'armi. Da qui il sequestro dell'arma perché è stata usata illegalmente per almeno tre mesi, con le conseguenze penali che inevitabilmente ci saranno.

Il rinnovo lampo, comunque, non dovrebbe inficiare l'esito delle indagini che carabinieri e Procura stanno portando avanti sempre nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Davide Giuliani, 46 anni, padre di due bambine, né l'esito dell’ispezione, assai rigorosa visto quello che è successo a Navacchio durante la rapina tentata da Giuliani, morto per mano di un collega.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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