Sicurezza
Morto di leucemia l’imprenditore Giorgio Nocchi
Aveva costruito una fortuna con la produzione di elettropompe, poi aveva comprato alberghi, ma l’avventura era finita male
PONTEDERA. Dopo il tramonto dell’impero economico che aveva costruito con anni di lavoro come industriale nel settore delle elettropompe idrauliche, poi come imprenditore in quello alberghiero per Giorgio Nocchi, 74 anni, originario di Cascina, da dove aveva mosso i primi passi nell’industria, e poi residente a Terricciola, erano iniziati anche i problemi di salute con frequenti ricoveri.
Poi una diagnosi infausta, dovuta a un grave forma di leucemia, che non lasciava grande speranze.
Dopo lunghi ricoveri in più strutture sanitarie, Nocchi è morto il 17 agosto all’ospedale Lotti di Pontedera, dove era ricoverato.
Nocchi era molto conosciuto in tutta la provincia proprio per essere stato un imprenditore di successo. Le sue fortune erano iniziate con la Nocchi Pompe spa a Lugnano di Vicopisano, ceduta poi ad una multinazionale americana e ancora in attività. Alla fine degli anni Novanta Nocchi aveva fatto una scelta di vita, che per molti era sembrata di rottura con il passato.
Aveva costruito due alberghi di lusso in Valdera, Villa San Marco nel comune di Terricciola, a Soiana e successivamente il Grand Hotel San Marco a Casciana Terme, entrambi poi chiusi nel 2010. Due mega strutture destinate ad una fine ingloriosa dopo che la società proprietaria aveva accumulato debiti per oltre venti milioni di euro, con Nocchi indagato per bancarotta fraudolenta e un’inchiesta aperta dalla Guardia di Finanza di Milano che lo aveva interrogato all’inizio dell’estate.
Le sfortune delle sue aziende, su cui Nocchi tanto aveva investito, mettendo a rischio anche il patrimonio personale, quando era convinto che il turismo potesse diventare la chiave di volta dell’economia della provincia di Pisa e in particolare della Valdera, lo avevano pesantemente segnato sia negli affetti che nella salute. Pochi mesi fa gli era morta la moglie, un dolore che lo aveva ulteriormente provato.
Nell’ultimo periodo, per tutta una serie di difficoltà a cui Nocchi ha cercato di fare fronte con ogni mezzo fino a quando ha potuto, l’imprenditore aveva avuto una vita abbastanza ritirata.
Erano davvero lontani gli anni in cui aveva fatto parte dell’Unione Industriale di Pisa (all’epoca della Nocchi pompe spa) ed era considerato un punto di riferimento per altri imprenditori. A Casciana Terme, quando aveva aperto lo splendido Hotel poi diventato a cinque stelle, Nocchi era preso come esempio, considerato l’impegno con cui aveva iniziato la nuova avventura, dagli albergatori locali ed era stato eletto, già nel 2007, presidente del consorzio operatori turistici di Casciana.
Sempre in quegli anni era stato nominato presidente dell’associazione nazionale imprenditori d’albergo Confesercenti (Asshotel), in un momento in cui l’imprenditore aveva fatto accordi con la Russia nel tentativo di portare clienti russi nella cittadina termale.
Un sogno e un progetto che si sono scontrati con tanti ostacoli anche di carattere politico, oltre che economico, e con l’inizio degli anni della crisi.
Nocchi lascia i figli Stefano e Stefania.
La salma nella giornata del 17 agosto è stata composta nelle cappelle del commiato a Cascina (vicino al vecchio cimitero). Il funerale è stato organizzato per domani mattina alle 10 nella pieve di Cascina dove l’imprenditore riceverà l’ultimo saluto dei familiari e degli amici.
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