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Pontedera

Alberto Rocchi ai domiciliari dopo l’arresto della Finanza

Alberto Rocchi ai domiciliari dopo l’arresto della Finanza

L’imprenditore e consigliere comunale si trova a casa da alcuni giorni È nei guai per un’indagine nata in seguito al fallimento delle sue società

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CASCINA. Vanno avanti le indagini della guardia di finanza che, all’inizio di giugno, ha arrestato Albero Rocchi, consigliere comunale a Cascina, per bancarotta fraudolenta in esecuzione di un'ordinanza emessa dal Gip di Livorno. Rocchi è ritenuto responsabile, insieme ad altre tre persone, dei fallimenti “pilotati” di aziende ereditate dal padre. In un primo momento il consigliere aveva ottenuto i domiciliari e successivamente la misura era stata aggravata con la detenzione in carcere. Da alcuni giorni Rocchi è tornato a Musigliano sempre in regime di arresti domiciliari.

Per evitare la reiterazione del reato e ulteriori trasferimenti fittizi, le Fiamme Gialle lo scorso giugno hanno anche eseguito il sequestro preventivo di quote sociali e unità immobiliari riconducibili al Gruppo Rocchi Costruzioni, per un valore complessivo di 5 milioni e mezzo di euro. Si tratta di 7 terreni, 5 appartamenti, 5 autorimesse e magazzini, 12 aree urbane e 13 unità abitative in corso di costruzione per lo più a Cascina, Pisa, in Corso Italia, e Viareggio.

“Operazione labirinto”, così era stata chiamata l’indagine, risaliva al 2012. Secondo gli inquirenti, Alberto Rocchi, nella sua veste di amministratore unico della Immobiliare Vicarello - società immobiliare con sede a Collesalvetti e dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno il 16 febbraio 2011 - avrebbe sottratto le scritture contabili della società in modo da impedire al curatore fallimentare la ricostruzione dell’attivo patrimoniale, effettuando una sistematica attività di distrazione dei beni aziendali.

Più in dettaglio, gli investigatori ritengono che Rocchi, malgrado un evidente stato di crisi iniziato dal 2008, abbia continuato negli anni a gestire la società in maniera consapevole e negligente, aggravando il dissesto dell’immobiliare ed accumulando debiti per oltre 3,3 milioni di euro. Per sottrarsi alle sue responsabilità nei confronti dei creditori, l'imprenditore avrebbe ideato e attuato un articolato sistema fraudolento basato su una serie di atti societari che hanno coinvolto anche altre società del Gruppo Rocchi e soggetti giuridici strumentalmente utilizzati per simulare la vendita di unità immobiliari e disperdere le risorse finanziarie.

Il consigliere comunale, ancora in carica in quanto non è stata decisa la surroga, ritiene di potersi difendere dalle accuse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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