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Pontedera

denuncia del nursind

Accorpamento della centrale 118 tra ritardi e incertezze

PONTEDERA. Tra pochi mesi, se le notizie sulla nuova geografia delle centrali dell’emergenza sanitaria non verranno smentite da nuove decisioni prese dalla Regione, la centrale del 118 di Pisa, da...

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PONTEDERA. Tra pochi mesi, se le notizie sulla nuova geografia delle centrali dell’emergenza sanitaria non verranno smentite da nuove decisioni prese dalla Regione, la centrale del 118 di Pisa, da sempre ospitata all’interno dell’ospedale Lotti di Pontedera, dovrebbe chiudere.

Le ultime informazioni fatte circolare tra i dipendenti prospettano che l’accorpamento diventi effettivo dal primo gennaio 2016. In realtà le due aziende sanitarie, quella di Pisa e di Livorno, hanno fatto poco in questi mesi per trovare un punto di incontro. Prima dell’unione delle Usl era stata predisposto un bando di mobilità per infermieri da Pisa per Livorno che è andato deserto e speriamo non sia solo per una questione di campanilismi.

La centrale di Livorno, stando a quanto era stato spiegato nei mesi scorsi, doveva essere costruita ex novo. Ma non sarà così. Non essendoci soldi disponibili, l’Asl ha deciso di ristrutturare la sede del 118 già esistente e funzione (in barba alle motivazioni delle caratteristiche antisismiche, anti alluvioni).

Eppure questo era stato uno dei presupposti alla base della scelta della chiusura di Pisa.

La centrale unica, se le cose restano così, parte zoppa di infermieri, fa notare Daniele Carbocci, del sindacato Nursind: sono 24 contro gli oltre 100 di Empoli e Pistoia, dove la centrale unica è già una realtà da diversi mesi.

«E se gli infermieri di Pisa dovessero essere trasferiti d'autorità – osserva il sindacalista Carbocci – si perderebbe sul territorio della Valdera il servizio di auto medica. Quello che ci interessa di più visto che la decisione politica di chiudere la centrale è presa, è che venga tutelato il servizio con la presenza degli infermieri. Mi auguro che non pensino davvero di togliere gli infermieri dalle auto mediche. Anzi, spero che dal momento che la centrale del 118 di Pisa chiude è invece necessario un aumento dei presidi sul territorio con contestuale potenziamento proprio delle auto mediche per garantire sicurezza ai cittadini».

Sul fronte dell’azienda sanitaria al momento, forse anche perché siamo d’estate e molti sono in ferie, vige la regola del silenzio. Eppure mancano pochi mesi alla scadenza prevista.

Altre realtà che oggi sono già accorpate avevano lavorato con bel altri ritmi nell’organizzazione del nuovo servizio che va a coprire un’area molto più vasta e con caratteristiche abbastanza diverse. Il clima di incertezza alimenta anche una serie di timori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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