Il Tirreno

Pontedera

Rogo, danni ingentissimi alla carrozzeria Azzurra

di Mario Neri

Forse un cortocircuito potrebbe aver innescato lo spaventoso incendio Roberto Valeri: «Subito al lavoro per poter riaprire al più presto»

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SAN GIULIANO. IL maggiolino è ancora lì, parcheggiato sul ponte. Chi lo aveva portato qui voleva farne una piccola decappottabile fiammante. C'è rimasto lo scheletro carbonizzato. Si è ingoiato più di mezzo capannone l'incendio scoppiato la notte di Ferragosto alla carrozzeria Azzurra di San Giuliano Terme. I macchinari, i montacarichi, cinque auto: il rogo non ha risparmiato quasi nulla. L'origine sarebbe accidentale, forse un cortocircuito.

«Ha distrutto tutta la parte della lattoneria e del montaggio, il settore in cui i veicoli vengono smontati per la riparazione prima della verniciatura», racconta Roberto Valeri, storico titolare che da qualche anno ha ceduto l'attività al figlio Matteo.

Le fiamme in via Galdi, poco lontano dalla frazione di Gello, si sono propagate nella notte fra venerdì e sabato. «Ha dato l'allarme una pattuglia dei carabinieri di San Giuliano – racconta Valeri – sono passati di qui verso l'una e mezzo e hanno visto fumo e fiamme altissime». Il lavoro dei vigili del fuoco è stato fondamentale. Sono riusciti a domare l'incendio prima che bruciasse anche i forni e le camere di verniciatura e compromettesse la staticità dei capannoni o addirittura si generassero esplosioni. Impossibile quantificare i danni, ma dalle prime stime ammonterebbero a diverse centinaia di migliaia di euro. «Di due macchine parcheggiate nell'officina, il maggiolino e una Audi A4, non sono rimaste che le carcasse, e altre due hanno subìto danni molto seri. Inoltre – continua Valeri – la copertura del capannone è completamente bruciata. Pezzi di tetto sono caduti dappertutto».

I Valeri dicono che ora si metteranno subito al lavoro per riaprire al più presto. «Siamo assicurati, ma non possiamo attendere il risarcimento». Dopo i rilievi, i pompieri hanno escluso una causa dolosa. Non sono state trovate impronte né inneschi. A generare il cortocircuito potrebbe essere stato uno sbalzo di tensione in un computer lasciato acceso.

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