Il Tirreno

Pontedera

Morte al Palabingo, le Guardie rischiano sanzioni e licenza

di Sabrina Chiellini
Morte al Palabingo, le Guardie rischiano sanzioni e licenza

Simone Paolini, lo sparatore, avrebbe potuto svolgere soltanto servizi come steward, portiere o centralinista

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NAVACCHIO. Dopo la tentata rapina finita nel sangue al Palabingo di Navacchio l'istituto di vigilanza “Corpo Guardie di città” di Pisa, di cui è presidente Mariano Bizzarri, rischia la licenza oltre a pesanti sanzioni. Così come è altamente probabile che l'ispezione prevista per oggi consenta alla Procura di Pisa e ai carabinieri del reparto investigativo di Pisa di mettere a fuoco gli ultimi dettagli della tragedia costata la vita a Davide Giuliani, 46 anni, di Montecalvoli, padre di due bambine, il quale si è improvvisato rapinatore perché strangolato dalla morsa dei debiti.

Il lungo interrogatorio di Simone Paolini, 37 anni, che ha reagito e ha sparato per difendersi al rapinatore-collega che lo aveva minacciato con una pistola, è servito a individuare la catena delle responsabilità nell'istituto di vigilanza e quindi a chiarire per quale ragione, pur avendo il porto d'armi scaduto dal febbraio scorso, l'azienda lo ha impiegato nei servizi armati che lui non avrebbe punto svolgere. È questo infatti uno dei punti fermi dell'inchiesta. Paolini aveva il porto d'armi scaduto. L'azienda, ovviamente, ne era a conoscenza. Tuttavia, in questi mesi almeno due volte alla settimana gli sono stati comandati servizi esterni, di portavalori. Servizi che prevedono la presenza di guardie giurate armate. Mentre lui avrebbe potuto essere utilizzato per servizi di portierato, come steward o come centralinista. Per non rischiare provvedimenti disciplinari o il posto di lavoro la guardia giurata, indagata al momento per omicidio preterintenzionale (ma presto lo sarà anche per porto illegale di armi continuato), ha accettato di svolgere i servizi esterni anche se era consapevole del fatto che non avrebbe potuto farli. Nei prossimi giorni, sebbene sull'esito delle prime verifiche ci sia una certa riservatezza, altre persone all'interno dell'istituto di vigilanza potrebbero essere indagate per abuso d'ufficio. Se il decreto di guardia giurata era ancora valido, il porto d'armi non solo era scaduto ma in questi mesi l'azienda, pur essendo tenuta a farlo, non aveva inoltrato richiesta di rinnovo alla Questura.

Non avrebbe dunque trovato conferma la versione fornita dall'istituto dopo la tragedia. Paolini non ha svolto una tantum, per sostituire il collega in ferie, il servizio al Palabingo, che gli sarebbe stato peraltro comandato da Daniele Paolicchi, vice di Bizzarri e che, tra l'altro, è stato nominato da poco anche delegato per la sicurezza allo stadio di Pontedera. L'interrogatorio di Paolini avrebbe quindi permesso al magistrato che segue l'inchiesta, Antonio Giaconi, e ai carabinieri di individuare non solo la catena di comando all'interno dell'istituto di vigilanza ma anche quella delle presunte responsabilità.

Per questo sono già stati sentiti Paolicchi e Stefano Monti, responsabile della gestione dei servizi.

Se troveranno conferma le diffuse irregolarità di gestione, per l'istituto, il cui nome è legato allo slogan pubblicitario e al format televisivo “Professione sicurezza”, i guai potrebbero profilarsi su più fronti, che vanno dalle sanzioni amministrative alle denunce penali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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