La manifestazione
Il decesso causato da un’emorragia
I due colpi non erano letali, ma hanno provocato lesioni interne
NAVACCHIO. È stata un'emorragia interna a uccidere Davide Giuliani, la guardia giurata fuori servizio, di 46 anni, uccisa prima dell'alba di giovedì scorso dopo aver cercato di rapinare l'incasso del Palabingo di Navacchio.
È quanto si appreso da fonti investigative dopo l'autopsia effettuata a Ferragosto dal medico legale Luigi Papi alla presenza dei consulenti tecnici nominati dai familiari del 46enne, il dottor Giuseppe Alessandrini, e da Simone Paolini, il vigilante di 37 anni, di Pisa, che ha sparato ferendo a morte Giuliani, tra l'altro suo collega nella stessa società di guardie giurate.
Paolini, indagato per omicidio preterintenzionale, ha indicato come consulente per l’autopsia il dottor Enrico Risso, uno dei tecnici che ha lavorato per la difesa di Sabrina Misseri nell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi ad Avetrana. I due colpi di pistola esplosi da Paolini, che ha sparato dall'interno dell'abitacolo dell'auto di servizio dove sono stati rinvenuti i bossoli della Beretta calibro 9, hanno raggiunto il rapinatore nella parte sinistra del corpo all'addome e tra collo e torace. Entrambi non sono stati immediatamente letali ma hanno innescato un'emorragia interna che in pochi minuti ha portato al decesso di Giuliani. L’appuntato del “Corpo Guardie di Città” dopo il ferimento e la colluttazione con Paolini era fuggito a piedi per raggiunge la Kia parcheggiata poco distante. Nella corsa aveva perso le forze, ma era stato comunque in grado di salire sul Suv e di guidare per qualche centinaio di metri. Dopo un primo stop contro il cancello di una villetta aveva proseguito la sua fuga per poi concluderla pochi minuti più tardi. Il suo corpo riverso sull’asfalto e la pistola con il colpo in canna sul sedile del passeggero.
Intanto, le indagini vanno avanti. I carabinieri hanno ascoltato altre quattro guardie giurate che erano in servizio quella notte. Si tratta dell'addetto alla centrale operativa, di due graduati che avevano predisposto gli ordini di servizio per la nottata e del vigilante smontato dal suo turno di lavoro alle 23.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
