Attenzione
Usciana, l’acqua non è tossica
L’Arpat: i livelli di inquinamento rientrano nei limiti delle norme
MONTECALVOLI. «Il canale Usciana, già da inizio luglio, si presentava in condizioni visivamente critiche (colore marrone, livello delle acque piuttosto basso) per gli operatori Arpat che effettuano con costante periodicità i campionamenti in diverse postazioni lungo il canale».
Lo dice l’Arpat rispondendo a una segnalazione dell’ex assessore Caroti: «Le analisi relative evidenziano fino all'ultimo prelievo del 4 agosto un'assenza di tossicità acuta (il test previsto evidenzia la vitalità dei microorganismi) e contestualmente una crescente e marcata concentrazione dei vari parametri chimici, inclusi gli inquinanti, a causa delle condizioni meteoclimatiche instauratesi da giugno. Occorre però tener conto che nel canale, avente una portata modesta, vengono scaricati quantitativi estremamente importanti di reflui, reflui che anche se sostanzialmente rispettano i valori limiti previsti dalla norma e dagli atti autorizzativi apportano comunque un considerevole carico inquinante, che fa sentire il suo effetto soprattutto nel periodo estivo».
«A questo - prosegue l’Arpat - si aggiungono due fattori: l'abbassamento del livello idrometrico delle acque del canale, che è destinato a peggiore considerato che da tempo il Padule di Fucecchio, da cui nasce il canale, non lo alimenta più a causa del suo contestuale abbassamento. In questo periodo gli impianti depurazione entrano in manutenzione, per cui vengono effettuate operazioni di ripulitura, che comunque la norma prevede e consente, con sversamento di reflui più concentrati ed impattanti sul sistema idrico».
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