Il dolore
«Nuova Coop? Sì, ma in immobili esistenti»
I commercianti di San Miniato Basso all’attacco: siamo contrari a un comparto di ventimila metri
SAN MINIATO. La soluzione “sotto casa” è quella che accontenta un po’ tutti. «Se davvero Coop ha bisogno di un po’ di spazio in più – sostengono gli esercenti – allora sfrutti strutture già esistenti». E le indiscrezioni che indicano un interessamento per l’immobile della concessionaria Scotti sembrano andare in questa direzione. Ma la preoccupazione continua a serpeggiare tra i commercianti di San Miniato Basso, dopo che il sindaco Vittorio Gabbanini ha spiegato che la nuova lottizzazione lungo la Fi-Pi-Li (“congelata” dal nuovo regolamento urbanistico) potrebbe tornare buona se l’Autorità di Bacino rivedrà il livello di pericolosità idraulica dell’area. Ed è qui che stanno i timori: «Perché una nuova area di sviluppo da 20mila metri quadri – a detta degli esercenti – aprirebbe la strada ad altre strutture di vendita». La nuova Coop, insomma, rischierebbe di fare da “apripista”. Questa la linea che accomuna i commercianti.
La stessa ribadita da Domenico Ragone, titolare del negozio “Dimensione Pc” e presidente dell’Associazione che unisce i Centri commerciali naturali dei Comuni di San Miniato, Montopoli e Castelfranco. Associazione che lo scorso aprile, alla Casa Culturale, organizzò un incontro con il sindaco proprio per affrontare il tema della nuova Coop. «Come spiegato già allora – ricorda – se un qualunque negozio decide di allargarsi e lo fa utilizzando un immobile esistente non abbiamo niente da ridire. Viceversa siamo fermamente contrari al comparto da 20mila metri quadri che aprirebbe la strada ad altre medie strutture di vendita». Sulla stessa linea Giovanni Mori, titolare dell’omonima boutique di abbigliamento: «Se si amplia un negozio che già esiste può andar bene. Ma se l’ipotesi di un nuovo supermercato rischia di portare nuovi negozi allora è meglio evitare, anche alla luce dell’attuale situazione».
«La soluzione dello Scotti è quella che ci auguriamo tutti – aggiunge Luciano Mascagni di Foto ottica Mascagni – A San Miniato Basso il commercio si è abituato a convivere con la Coop e la Pam e la situazione si è stabilizzata. Se invece apriamo la strada ad altre strutture diventa una guerra tra poveri e facciamo la fine di Santa Maria a Monte».
Ma c’è anche chi non capisce la scelta di Unicoop e la posizione dell’amministrazione. È il caso di Sena Daccordi della storica azienda di biciclette: «Quello che ci sconforta è l’attenzione dell’amministrazione locale. Sindaco e assessore sembrano parlare come fossero i direttori commerciali di Unicoop. Tutti si preoccupano che la Coop è piccola ma nessuno ha mai posto lo stesso problema per la Pam. Mi sembra un atteggiamento di vecchio stampo che credevo superato. Il Comune vuole la grande distribuzione ma insieme vuole che ci siano anche i Ccn e le iniziative per tenere vivo il centro. Non c’è logica, prendiamo piuttosto una strada e proviamo a seguirla».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
