Italia
Nel 2011 i banditi uccisero Franceschi patron del locale
L’imprenditore morì soffocato durante una rapina in casa Il figlio: i responsabili di quell’omicidio sono ancora liberi
NAVACCHIO. La famiglia Franceschi, proprietaria del Pala Bingo, è stata informata dai dipendenti di quello che era successo alla guardia giurata, mentre stava prelevando l’incasso della loro attività. Non è la prima volta, purtroppo, che i Franceschi, famiglia molto conosciuta a Cascina come a Pisa, sono protagonisti, loro malgrado, di fatti di cronaca. Il più grave, è senza dubbio, quello che risale all’aprile 2011, quando Mauro Franceschi, imprenditore pisano di 61 anni, morì soffocato durante una rapina nella loro abitazione a Visignano, paese non molto distante dal luogo della tragedia di ieri. Era stato il figlio Massimiliano a soccorrerlo e a chiedere aiuto al 118, dopo aver chiesto inutilmente ai banditi di lasciare stare il genitore. Tutto inutile per l’uomo che ci lasciò la vita e ancora oggi chi lo ha ucciso circola liberamente. Le indagini non sono arrivate a dare un nome ai feroci banditi.
La famiglia gestisce, oltre alla Nuova Kros, azienda che installa stand a manifestazioni fieristiche, anche una sala di scommesse sportive a Fornacette e i PalaBingo di Livorno e Navacchio.
«Conosco solo di vista il vigilante che ha sparato – dice Massimiliano Franceschi – si tratta di personale esterno alla sala, lo vediamo quando capita e non certo di frequente. Che cosa devo dire? Che ci hanno preso di mira. L e sale come le nostre sono le uniche, in tempo di crisi, in cui girano un po’ di soldi. C’è sempre quacuno che se ne approfitta. Per fortuna, pur restando tutta la gravità del fatto, la tentata rapina questa volta è avvenuta fuori dal PalaBingo. La guardia giurata comunque non stava trasportando una grande cifra, gli incassi della giornata non sono mai elevati in quanto i soldi vengono redistribuiti nel pagamento delle vincite. Certo sull’auto del vigilante non c’era una somma per cui rischiare la vita. Siamo rimasti molto sorpresi. Ha sorpreso anche il fatto che a compiere tentata rapina sia stato uno di noi, un italiano, non uno straniero come viene spesso da pensare. E poi, fatto che ci fa ancora più pensare, è che l’autore del reato sia proprio una guardia giurata». Il vigilante aveva prelevato circa 6mila euro. La vicenda è abbastanza chiara al di là delle ulteriori responsabilità che potranno emergere. «Invece chi ha ucciso mio padre non è stato ancora individuato».(s.c.)
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