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Giuliani mise in fuga due malviventi e venne ferito al viso

Giuliani mise in fuga due malviventi e venne ferito al viso

PISA. Li aveva affrontati senza indugio. Salvando il bottino e rimediando anche una ferita al volto con un trincetto. Era il 20 febbraio 2013 quando Davide Giuliani, appuntato del corpo Guardie di...

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PISA. Li aveva affrontati senza indugio. Salvando il bottino e rimediando anche una ferita al volto con un trincetto. Era il 20 febbraio 2013 quando Davide Giuliani, appuntato del corpo Guardie di Città, quasi due metri di altezza, mise in fuga due banditi che aveva cercato di rapinarlo dell’incasso dell’allora farmacia comunale 1 in piazza Giusti.

«Sono stato fortunato, ma lo sono stati anche loro» disse al Tirreno la guardia giurata, carica di adrenalina per aver fatto il proprio dovere. La ferita, quella, andava messa nel conto, di chi fa una mestiere del genere.

Erano armati di trincetto i due malviventi che in sella a uno scooter poco dopo mezzogiorno aggredirono Giuliani per portargli via una busta con qualche centinaio di euro. Uno indossava un cappellino da baseball e una sciarpa sul volto, l’altro il casco per non farsi riconoscere. Un accorgimento che Giuliani, passato da guardia a rapinatore, aveva adottato ieri mattina per l’assalto al collega.

«Quando ho ripensato alla scena mi è salita una rabbia» aveva confidato al nostro giornale l’appuntato che quel giorno dimostrò coraggio e sangue freddo nello sventare un colpo che gli fece ottenere le congratulazioni dell’istituto di vigilanza.

Per proteggere la refurtiva il 46enne di Santa Maria a Monte fu colpito al braccio sinistro e alla guancia sinistra da un fendente sferrato con un trincetto. Missione compiuta e segno sul volto della rapina fallita.

«Avranno avuto sui trent'anni - raccontò Giuliani -. Non so dire se italiani o stranieri. Quello che guidava mi ha detto soltanto "Dammi i soldi". È stato lui a colpirmi con il trincetto prima al volto e poi al braccio sinistro. Il passeggero ha fatto lo spettatore».

Giuliani era riuscito a schivare i veloci colpi della lama, ma non aveva potuto evitare le ferite al viso e a un braccio. Aveva risposto affidandosi alla sua stazza. «Ho cercato di allontanarli con un calcio - spiegò al giornale -. Ma sono fuggiti a tutta velocità». Un giorno da eroe. Dopo due anni e mezzo i gineprai della vita lo hanno portato dall’altra parte della barricata.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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