Il Tirreno

Pontedera

Dipendente comunale indagata

di Sabrina Chiellini
Dipendente comunale indagata

È accusata di falso ideologico, nuove indagini sul dimensionamento del regolamento urbanistico

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CASCINA. I filoni di indagine sull’edilizia privata e sull’urbanistica del Comune di Cascina sono due e con più persone indagate.

Il primo caso è venuto alla luce, ormai più di un anno fa, con l’arresto del geometra cascinese con studio lungo la via Tosco Romagnola, sorpreso dai finanzieri di Pisa mentre incassava una mazzetta da 14mila euro, nascosta in una valigetta.

Le indagini erano coordinate dal pm Giovanni Porpora: l’ipotesi da verificare era quella di un presunto giro di bustarelle, organizzato da tempo dal professionista privato con la complicità di dipendenti comunali anche se poi le accuse sono rimaste solo nei confronti di un solo gemetra comunale, con lo scopo di insabbiare le pratiche di abusi edilizi commessi (e scoperti dai vigili) sul territorio del Comune di Cascina.

Successivamente nell’ultimo anno, a volte nel clamore altre meno, la Finanza è tornata più e più volte negli uffici dell’urbanistica comunali per acquisire migliaia di pagine e documenti nell’ambito di un’altra inchiesta che avrebbe portato più persone nel registro degli indagati e che è affidata al pm Flavia Alemi.

Quest’ultima alcune settimane fa ha indagato una dipendente comunale, che ha seguito le varie fasi della variante al regolamento urbanistico e che ora si trova a difendersi dall’accusa di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Accusa peraltro da cui l’indagata ritiene di potersi difendere senza grandi difficoltà, ma che al momento la mette nella condizione di chi, avendo comunque dato attuazione ad indicazioni politiche, deve difendere la correttezza del lavoro portato a termine. In particolare la Procura starebbe indagando sul dimensionamento del piano strutturale di Cascina e sugli atti ad esso connessi come il regolamento urbanistico, la cui variante è stata adottata recentemente e viene indicata come uno dei fiori all’occhiello della legislatura che si sta per concludere. In sostanza, anche sulla base di un esposto, si ritiene che nel certificare il dimensionamento di ciò che è stato costruito a Cascina i tecnici abbiano tralasciato alcune superfici di completamento. Risultano quindi volumi edificabili che nella realtà non lo sono. Con tutto quelle che ne consegue rispetto al rilascio di altre autorizzazioni o all’approvazione di nuove lottizzazioni. Un grande pasticcio di cui si parla da tempo e su cui è molto probabile che si giochi anche la camapgna elettorale, sebbene a Cascina al momento non si intravedano grandi cambiamenti.

L’interessata ha formulato al Comune un’istanza di patrocinio legale, dopo avere ricevuto l’avviso di garanzia. Richiesta che la giunta comunale ha preso in esame, attivando la procedura per la copertura assicurativa per la tutela legale della dipendente che comunque ha nominato un legale di sua fiducia, l’avvocato Andrea Callaioli.

L’indagine pare quasi vicina alla conclusione, dopo l’estate ci saranno nuovi sviluppi e forse anche nuovi indagati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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