Il Tirreno

Pontedera

Spaccio e degrado ai giardinetti

di Tommaso Silvi
 Spaccio e degrado ai giardinetti

Un parco in Oltrera è diventato la base del mercato della droga

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PONTEDERA. «La vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita». Un giovane Tom Hanks pronunciava queste parole, seduto su una panchina, nei primi minuti di una tra le pellicole più famose del cinema: Forrest Gump. La “massima” che apre il film calza a pennello con la situazione degli spazi verdi della città. Perché passeggiando tra i quartieri gli scenari cambiano improvvisamente: non sai mai quello che ti capita. Dall’odore inconfondibile dell’erba appena tagliata e un gruppo di bambini che corrono dietro a un pallone. A cartoline di vero e proprio degrado. Tanto pronunciato da allontanare i cittadini. Perché in alcuni luoghi idealmente dedicati allo svago dei più piccoli si ha la sensazione di essere soli in mezzo alla sporcizia, circondati da rottami, lattine e bottiglie. Il tutto “condito” da indumenti abbandonati, come in uno squallido mercatino dell’usato in cui gli unici a mettere le mani, adeguatamente protette dai guanti onde evitare contatti con chissà quale sostanza, potrebbero essere gli addetti alla pulizia urbana. Si trova di tutto camminando per i parchi pontederesi. Ce n’è per tutti i gusti, come in una scatola di cioccolatini.

Spaccio e bivacchi. C’è chi, con il carrello della spesa fra le mani, getta uno sguardo fugace e poi prosegue diritto. Altri invece osservano mantenendo metri e metri di distanza. Agli occhi della gente il giardino a fianco del centro commerciale Panorama appare come un luogo misterioso. Una sorta di tempio del degrado da “contemplare” in tutta sicurezza. Senza farsi prendere dalla voglia di vedere da vicino uno spettacolo che di spettacolare non ha niente. Di palloni e altalene qui nemmeno l’ombra. Tra i fili d’erba ci sono sì dei piedi che si muovono, ma non sono quelli dei bambini. A due passi da uno dei supermercati più grandi della città prende vita un dormitorio a cielo aperto. Nord africani senza fissa dimora si rifugiano sotto i rami degli alberi e li se ne stanno per tutto il giorno: di tanto in tanto si alzano per procurarsi da bere. La birra va per la maggiore. E poi tornano li, nel giardino, scrutati da lontano dai cittadini che, con un velo di paura, tornano immediatamente a osservare l’asfalto di fronte a loro. Delle criticità del parco a due passi da Panorama aveva parlato al nostro giornale anche Maurizio Vigerelli, proprietario del bar Amici Miei, all’interno del grande complesso commerciale, sul lato che affaccia esattamente sul “tempio del degrado”. Al Tirreno aveva spiegato la sua decisione di chiudere l’ingresso del bar, permettendo l’entrata soltanto dall’accesso principale di Panorama, dalle 14 in poi, togliendo anche sedie e tavolini dall’esterno del locale.

«A qualsiasi ora del giorno e delle notte almeno 10-15 nord africani se ne stanno lì a bere e fumare. Spacciano a pochi passi dal bancone, consumano senza pagare e alcuni di loro addirittura consumano hashish comodamente seduti ai tavolini», raccontava Vigerelli lo scorso 6 maggio. Sono passati più di 3 mesi ma intorno a Panorama la situazione è esattamente la stessa.

Toilette da brivido, transenne e vestiti abbandonati. I servizi igienici sono spogli, coperti da un velo di giallastro opaco. Il pavimento è un mosaico di macchie. Descrivere con le parole le tonalità visibili a terra è impresa ai limiti dell’impossibile. Roba per stomaci forti. Via De Gasperi, parco pubblico accanto alla scuola materna dell’Istituto comprensivo Pacinotti. Il bagno interno al giardino è da brividi. Uscendo ,invece, ci si imbatte in una bici, perfettamente capovolta, inserita all’interno di una siepe accanto a una panchina. Anche il degrado ha le sue forme creative. Il tour prosegue: bottiglie di plastica, profilattici usati e cartoni abbandonati su un rialzo in muratura, probabilmente usato come giaciglio. Un centinaio di metri ed ecco l’entrata del parco della Montagnola, in corrispondenza del sottopassaggio che porta verso il centro città. Vicino al campetto da basket fanno bella mostra di sé una scarpa, un paio di pantaloni e alcuni sacchetti di plastica. La speranza è che a nessun bambino, spinto dalla curiosità tipica dell’età, magari lontano dagli occhi dei genitori, venga voglia di “esaminare” quegli oggetti. Che, molto più semplicemente, non dovrebbero trovarsi all’interno di un parco pubblico. Quindi, poco decorosa ciliegina sulla torta, una serie di transenne abbandonate vicino ai giochi per i più piccoli.

Villaggio Piaggio. Anche il giardino all’interno di Villaggio Piaggio versa in condizioni tutt’altro che buone, con panchine e tavolini che sprofondano nel terreno e pochi, pochissimi cestini. Qui però la situazione potrebbe cambiare a breve dato che l’assessore allo sport Matteo Franconi, il 25 luglio scorso, ha dichiarato che per il rifacimento di alcune parti del quartiere verranno destinati dall’amministrazione 250mila euro, derivanti dalla vendita degli appezzamenti di terra nella zona industriale di Gello, da quelli della Tenuta Isabella, e dai locali di via Saffi e via Manzoni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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