Proteste
Invalido privato dello scooter
«Mi serve per muovermi, ma si è rotto e l’Asl non me lo ripara»
MONTECALVOLI. «Ho la fortuna di vivere ancora in un luogo in cui le persone ti sorprendono, ti aiutano, anche quando nemmeno ti conoscono, ma togliermi la possibilità di uscire di casa rischia di essere una condanna».
È una richiesta di aiuto in piena regola quella di Fabrizio Maccanti, sessantenne di Montecalvoli, che lotta da anni contro una grave forma di malattia che lo bloccato sulla sedia a rotelle. Colpito la prima volta nel ’97, da quell’anno sono passati sei infarti e tre rischiosi interventi chirurgici, l’ultimo andato a buon fine nemmeno una settimana fa. Ma ecco l’amara sorpresa: lo scooter a quattro ruote che gli permetteva fino ad ora di uscire di casa e avere una vita normale, a cui aveva diritto dal 2012 e a lui consegnato dalla Asl 5, insieme alla pensione di invalidità, necessita di essere riparato.
«Dal 29 luglio è fermo, forse per un guasto elettrico, anche se necessiterebbe di una revisione completa e probabilmente anche della sostituzione delle ruote, davanti ormai completamente lisce – spiega Maccanti – ma per quanto mi sia sforzato di segnalare la questione a chi di dovere, da oltre 10 giorni sono a casa ed uscire è diventato molto difficile».
Per ovviare alle difficoltà Fabrizio non si è dato per vinto, ha preso a noleggio una nuova sedia a rotelle alla Misericordia locale, un’altra meno accessoriata gli è stata regalata da alcuni parenti, ma la strada dove vive è in salita e le forze sono quelle che sono. «Cerco in tutti i modi di fare tutto quello che posso, ma questa situazione si sta trascinando troppo a lungo e per me diventa molto complicato uscire di casa – continua. – Ho bisogno di un mezzo motorizzato e infatti mi era stato assegnato, ma se adesso non me lo riparano io cosa devo fare? ».
I tentativi non sono mancati, sia via telefono sia per mail. «Ogni volta che contatto uno degli uffici competenti mi dicono che loro hanno fatto quello potevano, che la segnalazione è stata effettuata – racconta – ma adesso, probabilmente complice l’estate, sono passate quasi due settimane e lo scooter non è stato nemmeno ritirato. Tutto questo mentre con la mia situazione, la mia disabilità riconosciuta al 100% e quel poco che ho per campare, devo pagare un affitto giornaliero per dei mezzi che non sono adatti alle mie condizioni».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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