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Chianni ha ricordato gli ebrei deportati

Chianni ha ricordato gli ebrei deportati

CHIANNI. È stata deposta a Chianni, nella località “il Boschetto”, una corona di fiori in ricordo dei cittadini di Chianni deportati nei campi di sterminio, perché ebrei, nella primavera dl 1944. La...

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CHIANNI. È stata deposta a Chianni, nella località “il Boschetto”, una corona di fiori in ricordo dei cittadini di Chianni deportati nei campi di sterminio, perché ebrei, nella primavera dl 1944. La commemorazione ha avuto luogo di fronte alla lapide posta dal Comune di Chianni nel 2002 in memoria di Giovanni e Gina Della Seta; Iacopo ed Eva Franco; Valentina Della Seta; Elda Di Nola; Maurizio e Renzo Roccas. Alla cerimonia c’erano il sindaco di Chianni, Giacomo Tarrini, i presidenti delle comunità ebraiche di Pisa e di Livorno, Maurizio Gabbrielli e Vittorio Mosseri, la delegata del vicepresidente del Parlamento Europeo David Sassoli, la dottoressa Francesca Perna, il sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri, cittadini e membri della comunità ebraica di Pisa e di Chianni.

Una celebrazione fortemente voluta dal sindaco Tarrini, che ha ricordato come «anche questa memoria sia parte integrante del patrimonio storico, morale e culturale di Chianni e di tutto il nostro territorio, ed è nostro dovere preservarla per le nuove generazioni».

A questo sforzo di trasmissione della memoria ha partecipato anche Luigi Benvenuti, cittadino di Chianni e ricercatore storico per passione, che grazie ai suoi 15 anni di studio ha potuto dare una ricostruzione storica inedita e vivida degli avvenimenti di quei giorni dell’aprile ’44. Gabbrielli ha commosso i presenti quando ha letto una lettera del Senatore Roberto Della Seta, scritta di ritorno da una visita ad Auschwitz lo scorso anno. In quella lettera, il ricordo vivo e documentato del prezzo pagato, in vite umane, dalla comunità ebraica di Chianni e Montevaso. La cerimonia è stata un gesto simbolico, un ricordo umano per queste vite spezzate e una tragica riflessione sugli orrori della storia. Ma anche una traccia per il futuro, come ha sottolineato Mosseri: «Dietro ai numeri, drammatici, dobbiamo sempre ricordare la vita di ciascuna persona, di ogni famiglia, di ogni quotidianità distrutta e mai recuperata. Allo stesso tempo, abbiamo anche il dovere di costruire un mondo più inclusivo, che si nutra delle diversità piuttosto che temerle e combatterle. Dobbiamo vivere di memoria, non per la memoria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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