Il Tirreno

Pontedera

Palazzo Pretorio, il sindaco tranquillizza i ristoratori

di Tommaso Silvi

«Nello storico immobile ci sarà un locale per la somministrazione di alimenti e bevande ma il fulcro centrale del progetto rimane la costruzione di una casa della cultura»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. L’amministrazione comunale punta alla creazione di una “casa della cultura”. Gli esercenti invece concentrano l’attenzione sul bar-ristorante che potrebbe prendere vita al piano terra della struttura. E si dicono preoccupati dalla competizione che questa genererebbe, vista da chi sta dietro al bancone come un ulteriore ostacolo da superare in un contesto già reso instabile dalla crisi economica. Al centro dello scambio di vedute tra amministratori e titolari di pub e ristoranti c’è il progetto di riqualificazione di Palazzo Pretorio.

L’edificio, dove fino al 13 settembre 2013 ha operato la sezione distaccata del Tribunale di Pisa, è stato oggetto, nell’ottobre 2014, di un avviso esplorativo finalizzato all’acquisizione di manifestazioni di interesse indetto dal Comune e al quale hanno partecipato in maniera attiva due soggetti: il pubblicitario Italo Altamura e lo studio di architetti Colucci e Partners. Entrambe le proposte hanno evidenziato la possibilità di far nascere un bar o un ristorante al piano terra di Palazzo Pretorio. L’idea è stata ripresa dal sindaco Simone Millozzi, che la settimana scorsa ha parlato del bando prossimo alla pubblicazione, finalizzato a dare nuova vita a uno dei luoghi simbolo di Pontedera. Puntuali sono arrivati i malumori dei commercianti, espressi attraverso una lettera dal numero uno di Confesercenti Valdera Luca Sardelli, proprietario inoltre del pub "L’orologio", a due passi da Palazzo Pretorio.

«Un’inutile competizione». Così Sardelli ha bollato l’idea dell’amministrazione comunale di far sorgere un luogo di ristorazione nel complesso attualmente vuoto.

«Lungi da me fare polemica e dare vita a un’antipatica discussione, ma credo che siano doverose alcune precisazioni». La risposta dal fronte istituzionale arriva dal sindaco Simone Millozzi: «Nello studio del bando, che avrà durata di pluridecennale, abbiamo voluto tenere in considerazione le uniche due proposte presentate durante il percorso partecipativo. Ecco perché abbiamo illustrato la possibilità di dare vita a un bar o a un ristorante al piano terra di Palazzo Pretorio. Sarebbe stato inutile, altrimenti, chiedere un parere ai cittadini attraverso l’avviso esplorativo».

La “rianimazione” dell’ex sezione distaccata del tribunale di Pisa costerà 750mila euro: 650mila per interventi strutturali e 100mila per gli arredi. Denaro che dovrà essere sborsato interamente dai privati vincitori del bando. «L’elemento centrale comunque sarà la cultura. Ospiteremo al primo piano il centro per l’arte Otello Cirri, mentre altri spazi saranno dedicati ad attività espositive, laboratori e start-up. Agli investitori – prosegue Millozzi – non si può chiedere soltanto di spendere, vietando loro di realizzare qualcosa che possa generare un ricavo». Sempre che qualcuno decida di farsi avanti. «Il periodo economico è critico. Almeno inizialmente potrebbero non esserci adesioni. Noi comunque siamo fiduciosi – chiude il sindaco Millozzi – perché crediamo che strategicamente e culturalmente Palazzo Pretorio sia un luogo per cui vale la pena mettere sul tavolo una cifra importante».

Infine, il messaggio agli esercenti: «Capisco le loro lamentele, ma credo anche che debba essere interesse di tutti far rinascere uno spazio che è fiore all’occhiello per la città. L’attività di ristorazione sarebbe solo di sostegno alla funzione culturale, che vogliamo sia elemento centrale del nuovo Palazzo Pretorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa