Toscana
La città vuole il titolo di capitale italiana della cultura 2016
Entro il 15 settembre il Comune deve presentare il dossier definitivo al Ministero. Pubblicato il bando per le associazioni
PISA. La città della Torre è stata ammessa alla seconda fase per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2016, insieme ad altre nove città: Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. Pisa, entro il 15 settembre, dovrà presentare al Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo il dossier definitivo per la candidatura. Esso dovrà contenere il programma delle attività culturali della durata di un anno, dettagliato e approfondito. Per concorrere al titolo “Città della cultura 2016”, che ha durata annuale, l’amministrazione comunale ha scelto di incentivare i talenti locali. Le associazioni e gli operatori culturali del territorio possono contribuire a dare valore al progetto di candidatura partecipando in maniera attiva alla realizzazione del programma della manifestazione.
Venerdì scorso è stato pubblicato il bando per la partecipazione delle associazioni culturali, con scadenza il 31 agosto. “Pisa dal fiume al mare: la navigazione fra tradizione e innovazione” è il tema scelto da Pisa. Navigare come percorso nel tempo: un simbolico viaggio tra epoche e tempi diversi. Recupero delle radici per dirigersi attraverso il presente, verso il futuro. Navigare anche come percorso nello “spazio”: una percorso fra l’arte, la cultura, la scienza e le tante professionalità. Pisa come cantiere di arte e di idee in cui la cultura è sempre stata fortemente associata all’innovazione e alla sperimentazione. I progetti proposti dovranno caratterizzarsi per: unicità ed irripetibilità; dinamicità, innovatività e originalità; capacità di incidere sul territorio dal punto di vista identitario, nelle strategie di promozione e di valorizzazione; presenza di processi innovativi di creazione intellettuale ed artistica; coinvolgimento delle moderne tecnologie, in particolare digitali, virtuali e multimediali nei tradizionali processi espressivi; adeguato contenuto di professionalità, competenze e specializzazioni diverse; fattibilità organizzativa, tecnico-logistica e sostenibilità economico-finanziaria.
I filoni tematici della candidatura sono tre. La cultura, intesa come insieme delle tradizioni culturali e dei costumi di un popolo, elemento caratterizzante di una società e patrimonio da trasmettere alle future generazioni e anche sintesi di nuove forme di espressione culturale della contemporaneità; i saperi, come “motore” di molteplici forme artistiche ma anche luogo di incontro e confronto di idee ed esperienze. Il sapere “alto” delle università e dei centri di ricerca e di cultura, ma anche il sapere diffuso popolare, che rappresenta la caratteristica connotativa di ogni gruppo sociale. L’innovazione, infine, come processo di ricerca e di continuo rinnovamento.
«Per Pisa il titolo di “città della cultura” sarebbe il coronamento dell’impostazione con la quale l’amministrazione ha individuato come una delle gambe dell’economia pisana la cultura e il sapere», si legge in un comunicato di Palazzo Gambacorti. (s.b.)
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