Il Tirreno

Pontedera

Profughi, posti esauriti «Sindaci, collaborate»

di Mario Neri

Diktat della Regione ai Comuni: un immigrato ogni 600 abitanti

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PISA. I virtuosi dell’accoglienza sono davvero pochi. Dei 37 Comuni della provincia appena 8 ospitano più profughi del necessario. O almeno, se anche alla solidarietà si può fissare un limite, il necessario è quello stabilito dall’ultimo diktat lanciato dall’assessore Vittorio Bugli in un vertice convocato ieri mattina in prefettura a Pisa a cui erano stati chiamati tutti i sindaci pisani ma disertato da molti, soprattutto dai 9 del no, coloro che ancora non hanno scovato uno straccio di alloggio per ospitare migranti.

L’assessore regionale arriva alle 9.30 in piazza Mazzini con un obiettivo preciso: convincere i Comuni riluttanti, o comunque troppo parchi nell’offerta di posti, a fare di più. Soprattutto ora che l’emergenza è entrata in una fase delicatissima e si è quasi «esaurita la disponibilità di alloggi della provincia» scrive nella sua nota il prefetto Attilio Visconti. Per questo la Regione detta nuove regole.

«Con il presidente Rossi crediamo che la strategia per reggere a nuove ondate di arrivi sia quella di perseguire il modello toscano dell’accoglienza diffusa - dice Bugli a sindaci e vicesindaci - Crediamo che ognuno debba fare la sua parte, e per riuscirci serve che ci sia almeno un profugo ogni 600 abitanti. Dovete collaborare, perché da qui a fine settembre prevediamo arrivino in Toscana almeno 700 richiedenti asilo al mese». Del resto, contrinua Visconti, gli «sbarchi sulle coste italiane proseguono massicci e incessanti». In regione ad oggi sono 5.100 gli immigranti presenti nei centri temporanei, 458 quelli distribuiti in 53 immobili, una percentuale dello 0,11% sulla popolazione. Secondo le stime della Regione, il territorio provinciale dovrà assorbire altri 150 arrivi. Non una cosa da poco.

«Il clima è assolutamente positivo, sono convinto che reggeremo», dice il sindaco (e presidente della Provincia) Marco Filippeschi uscendo dal vertice. Sarà, ma Pisa dovrà darsi da fare se vuole raggiungere entro fine settembre il tasso di accoglienza chiesto dalla Regione. Con 90mila abitanti dovrà dare ospitalità a 150 migranti, per ora ne ospita solo 57. Cascina ne ha 34, dovrà munirsi di posti per 73; San Miniato, oggi a quota 23, è chiamato ad assorbirne 47, Pontedera, la città in cui Rossi è stato sindaco per dieci anni, ne accoglie appena 13, dovrebbe arrivare a quota 48. Senza considerare chi proprio di ospitalità finora non sembra volerne sapere. Vedi Castelnuovo Val di Cecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Fauglia, Lajatico, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Orciano, Santa Maria a Monte.

Se non fosse per i “generosi”, anche la rete della provincia pisana oggi sarebbe in debito rispetto alla quota dell’11,2% che le spetta sul totale regionale. Fra i virtuosi ci sono Montopoli Valdarno, Volterra, Casciana Terme Lari, Casale Marittimo, Guardistallo, Santa Luce e Monteverdi Marittimo. Ma su tutti, in quando a solidarietà, spicca San Giuliano Terme. Per i suoi 31.411 abitanti gli spetterebbero 52 profughi. Siamo ancora ad inizio agosto e si fa carico di ben 120 persone, un settantina (quasi tutti uomini) piazzati al Cottolengo ad Arena Metato.

Nigeriani, malesi, senegalesi. Un po’ troppi, secondo il vicesindaco Franco Marchetti, tanto che ad un certo punto del vertice gli tocca alzare la voce: «Va decongestionato - dice - quel posto scoppia. E va bene fargli fare qualche lavoretto, pulire i giardini, ma per molta parte del tempo si annoiano, sono senza soldi e se ne vanno a spasso. E magari finisce che si infilano in brutti giri. Doveva essere una struttura cuscinetto, da usare per le visite mediche all’arrivo. Invece è una maxi struttura, altro che accoglienza diffusa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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