Finanza
In molti centri mancano immobili
Il sindaco di Montecatini Val di Cecina: «I privati non si fanno avanti»
PONTEDERA. Nell’elenco dei Comuni “cattivi”, che ancora non si sono attivati con progetti di accoglienza per i migranti richiedenti asilo, ci sono alcuni paesi della Valdera e della Val di Cecina, oltre che delle colline pisane. Si va da Orciano Pisano, un centro da 540 anime, fino a Montecatini Val di Cecina, Santa Maria a Monte, Castelnuovo Val di Cecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Fauglia e Lajatico.
I sindaci da noi interpellati ritengono che il principale ostacolo all’accoglienza sia la mancanza di disponibilità da parte di alloggi privati. «Non dipende da noi se siamo ancora nella lista “nera” – risponde il sindaco di Crespina Lorenzana, Thomas D’Addona – da circa un mese abbiamo fornito alla prefettura la disponibilità di quattro alloggi, dislocati sul nostro territorio. Sono in Siberia, a Crespina e a Lorenzana. Si tratta di immobili che l’Asl ha ritenuto idonei ma poi, a quanto pare, sono sopraggiunti altri problemi. Ci è stato fatto presente che alcuni piccoli centri delle nostre colline sono poco serviti dagli autobus, che gli operatori delle cooperative avrebbero incontrato difficoltà a raggiungerli. E che in questi paesi c’è poco da fare per trascorrere la giornata. Credo che siano le stesse difficoltà che incontrano anche i residenti... Questo è il nostro territorio, noi non abbiamo altro. Se i progetti di accoglienza destinati ai profughi non sono decollati non dipende da noi». La sindaca di Santa Maria a Monte, Ilaria Parrella, spiega che a breve sarà disponibile un primo alloggio. «Siamo già in contatto con Casa Valdera che coordina i progetti di accoglienza dei migranti». La sindaca di Orciano, Giuliana Menci, conferma che il Comune da lei amministrato non ha la possibilità di ospitare profughi: «Siamo piccoli e non abbiamo spazi pubblici». Anche Chianni e Lajatico sono stati considerati difficili da raggiungere e per ora Casa Valdera ha preferito altre soluzioni. Il sindaco di Montecatini Val di Cecina, Sandro Cerri, conferma che sul territorio non ha strutture pubbliche da destinare ai migranti. «I privati non si sono fatti avanti – dice – forse a ottobre un cittadino metterà a disposizione un appartamento. Noi non abbiamo preclusioni ideologiche anche se diventa sempre più difficile in tempi di crisi spiegare ai nostri cittadini che non abbiamo risorse per alcuni servizi o per aiutarli quando poi vengono spesi soldi per i migranti».
Sabrina Chiellini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
