Il dolore
Dal vertice risuona la strigliata di Bugli
«È arrivato il momento che ognuno faccia la sua parte. Se tutti i sindaci collaboreranno non ci saranno problemi»
PISA. «È arrivato il momento che ognuno faccia la sua parte. Se i sindaci collaboreranno come hanno promesso non ci saranno problemi, quella di Pisa finora è stata una provincia virtuosa e lo resterà». Vittorio Bugli ne è convinto. Ma perché se ne convincessero anche i sindaci ieri nel vertice in prefettura l’assessore a cui il governatore Enrico Rossi ha affidato la gestione dell’emergenza profughi ha strigliato i “riluttanti”. I Comuni che recaLcitrano cambino rotta» perché di qui a settembre sono previsti 1.400 nuovi arrivi. La Regione - dice - darà una mano. «Fra poco istituiremo un numero verde per aiutare gli amministratori ad organizzare l’accoglienza, ma serve uno sforzo di tutti»
Assessore, sarà vera emergenza anche sul teritorio pisano?
«Non drammatizzerei. Certo, serve l’impegno e lo sforzo di tutti. Dobbiamo allargare la rete, continuando a puntare sull’accoglienza diffusa. Se succede come nel 2011, quando i flussi migratori dall’Africa si confermarono gli stessi da luglio a settembre, la provincia di Pisa dovrebbe dover assorbire fra i 70 e gli 80 profughi al mese di qui a settembre. Nel vertice si sono fatti avanti in molti, e in tutto fra poco in provincia ci saranno 50 posti in più. L’importante è che nessuno si tiri indietro. Se sarà così non ci saranno problemi»
E i problemi potrebbero essere maxi strutture, caserme, tendopoli, dunque tensioni sociali?
«È quello che va evitato. Per questo tutti devono dare un contributo. Lo dico soprattutto a chi finora non ha ospitato migranti o chi lo ha fatto ma poco. Prima che arrivino si temono sempre le reazioni dell’opinione pubblica, ma finora abbiamo visto che una volta sul posto, se gestiti bene, i profughi non danno problemi»
Si sente di escludere un effetto Treviso in Toscana?
«Abbiamo dato degli strumenti per scongiurarlo. La giunta ha approvato due delibere, a maggio e a luglio, che consentono a cooperative che gestiscono l’accoglienza, associazioni e Comuni di stringere convenzioni per far svolgere attività di volontariato, così come previsto dalla circolare del Viminale. Abbiamo stanziato noi 100mila euro e ora c’è a disposizione un fondo Inail abbastanza capiente che era destinato a finanziare la stipula di assicurazione per i cassintegrati che volevano fare lavori socialmente utili».
E funzionano queste delibere?
«Ci sono piccoli Comuni martoriati dai tagli che grazie a questi ragazzi hanno potuto ripulire le aree verdi, rimettere a posto strade e marciapiedi».
Molti sindaci, soprattutto coloro che dispongono di immobili pubblici, lamentano enormi difficoltà nel reperire strutture dai privati.
«Per aiutarli sto pensando di istituire un numero verde. Un servizio che aiuti i Comuni, mettendoli in contatto con associazioni e indichi il modo migliore per sbrigare pratiche, ristrutturazioni o, appunto coinvolgere i migranti in lavori socialmente utili».
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