Il dolore
In catene per non far chiudere l’osteria La Pace
Protesta-choc per i titolari del ristorante. «Volterra è morta per le scelte dell’amministrazione»
VOLTERRA. «Essere costretti a incatenarci in mezzo alla strada mi sembra fuori da ogni logica. Ma siamo stati costretti per protestare contro una giunta sorda ormai da anni ai problemi. Se continua così saremo costretti a chiudere». Non gira intorno ai problemi Giampaolo Vannini titolare del ristorante la Pace che ieri si è simbolicamente incatenato davanti alla sua attività per denunciare una situiazione che rischia di metterlo davvero in seria difficoltà.
La coppia, ma anche parte della zona di Porta a Selci, protesta per i parcheggi cari, per la mancanza di accoglienza dei turisti, ma soprattutto per l’isolamento dai flussi dei visitatori alla città in cui ritengono sia stata costretta quell’area di Volterra. Con evidenti ricadute negative per l’osteria La Pace, nata nel 1993. Secondo Vannini, un altro dei problemi è rappresentato dalla mancanza di bus navetta per tutte le porte della città «che il sindaco Marco Buselli aveva, invece, promesso in campagna elettorale».
«Lo slogan di questa giunta era Volterra è viva - rincara la dose la moglie Monica Domenici - ma Volterra è morta. Bisogna far sì che il parcheggio di via Vittorio Veneto sia aperto ai turisti, qui hanno creato parcheggi solo per residente. Quello della stazione deve essere riportato alle vecchie tariffe e col servizio che era assicurato anni fa . Possibile che Buselli sia così sordo ?».
All’incatenamento c’era anche Marco Costanzi, del coordinamento di Centrodestra: « Appoggiamo questa giusta protesta a sostegno non solo di Giampaolo e di Monica, ma anche dei loro dipendenti. Abbiamo appoggiato la lista civica per un progetto di cambiamento, ma nessuno poteva pensare che dopo un anno, gli impegni nei confronti di tutti, cittadini e forze che l'hanno sostenuta siano stati traditi».
Leonardo Dell’Aiuto
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