Sicurezza
Il pellegrinaggio di Tommaso per la “sua” Samp
Il seminarista ha preso la passione per il calcio da don Gallo È andato in Serbia in autostop sperando nell’Europa
PONTEDERA. Prendete la passione per il calcio. Aggiungete la voglia di conoscere luoghi, persone, storie e un pizzico di follia. Quella, si sa, non guasta mai. Pochi ingredienti, quanto basta per mettersi lo zaino sulle spalle e partire. Direzione Novi Sad, Serbia, città di 40mila abitanti sulle rive del Danubio. Lì dove ieri sera la Sampdoria ha cercato, invano, di ribaltare il 4-0 subito nel match di andata dal Vojvodina, nel turno di qualificazione di Europa League. Tommaso Giani, seminarista pontederese poco più che trentenne, in passato anche collaboratore del Tirreno, fin da subito si è detto scettico riguardo una clamorosa “remuntada” da parte della banda di Walter Zenga. C’è una cosa in cui non ha mai smesso di credere invece, che va al di la di un pallone che rotola tra i fili d’erba. È il messaggio sociale della sua traversata, durata sei giorni rigorosamente a base di autostop, con un pugno di euro in tasca e uno spirito da avventuriero mai scalfito, neppure nei momenti in cui gli automobilisti sembravano non vederlo al lato della strada con il pollice alzato. Tommaso, cresciuto in Valdera e trasferitosi successivamente a Genova per vivere insieme ai ragazzi della comunità di San Benedetto (quella di don Gallo) , ora studia nel seminario di Pavia. Ama la Sampdoria fin da piccolo e quando il sorteggio della Uefa ha opposto ai genovesi il Vojvodina, si è accesa la lampadina: «Dopo cinque anni la Samp è tornata in Europa, dovevo celebrare il ritorno tra le “grandi” in qualche modo e ho scelto di farmi la trasferta a piedi». Qualcosa in più di un semplice viaggio al seguito della squadra del cuore. «La mia piuttosto è una provocazione positiva, un modo per testimoniare che abbinare l’amore per il calcio e il desiderio di visitare angoli di mondo sconosciuti è possibile». L’avventura di Tommaso Giani si è articolata tra passaggi, cene in casa di perfetti sconosciuti che hanno scelto di ospitarlo, amicizie sbocciate sulle strade dell’est europa e addirittura un italiano , doriano di fede, incontrato per caso in Croazia: « Ha visto la mia maglia e si è fermato – racconta Giani – è stato uno dei tanti momenti belli che ho vissuto durante il mio cammino». Ieri, finalmente, lo stadio di Novi Sad. Caldo, stanchezza e la paura di non completare il “pellegrinaggio” sono acqua passata. Tommaso ha completato il suo viaggio, testimoniato a suon di selfie, arrivando stremato ma felice nella città di un idolo del popolo blucerchiato: Vujadin Boskov, ex giocatore e allenatore della “Doria”. « Mi sono affidato all’accoglienza e al buon cuore delle persone che ha trovato sulla mia strada. E ce l’ho fatta. È stato bellissimo. Se la Sampdoria avesse anche superato il turno – scherza Tommaso – sarebbe stato perfetto».
Tommaso Silvi
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