Il dolore
Dopo l’incendio si contano i danni e si cercano le cause
Le fiamme sono partite da un bottale che però era fermo La videosorveglianza potrà aiutare a capire cos’è successo
PONTE A EGOLA. È partito da un bottale l’incendio alla conceria Blutonic, in via dei Conciatori a Ponte a Egola, nella zona industriale. Il capannone, nella parte al piano terreno in cui ha sede la conceria, è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco. Mentre il primo piano, dove si trova un’altra attività del settore, la “Davide srl”, ha riportato solo danni modesti, causati soprattutto dal fumo che ha annerito le pareti. Le cause del rogo restano da stabilire con certezza. Tuttavia i primi sopralluoghi, soprattutto quelli di ieri mattina, fanno ritenere che il fuoco sia partito proprio dal bottale, che è situato a pochi metri di distanza dagli uffici. È stato proprio un impiegato amministrativo a dare l’allarme e a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto quando ha visto che l’edificio era invaso dal fumo nero.
Le indagini. Al momento dunque i vigili del fuoco non si sbilanciano rispetto alla cause. L’ipotesi del rogo doloso resta ancora secondaria, secondo quanto confermato dagli stessi carabinieri di San Miniato. Anche se la Blutonic è una delle concerie più moderne della zona non si può escludere che il fuoco sia stato provocato da un problema elettrico. Il bottale era fermo e pieno d’acqua, tuttavia per ragioni di manutenzione - è stato spiegato - vengono mantenuti alcuni impulsi elettrici all’impianto della lavorazione delle pelli. La conceria, che fornisce pellame alle più note firme della moda a cominciare da Gucci, è dotata di un efficace sistema di videosorveglianza che se non è stato danneggiato dall’acqua durante le operazioni di spegnimento potrà aiutare a ricostruire i movimenti all’interno dell’azienda stessa. L’altra sera gli operai avevano terminato i lavori di pulizia alle 18, in vista dell’inizio delle ferie. Circa un’ora dopo le fiamme erano già alte.
La proprietà. I vigili del fuoco hanno concesso ai proprietari la possibilità di recuperare il pellame all’interno della fabbrica con un adeguato piano di sicurezza. Potranno così essere stimati con maggiore precisione i danni al materiale stoccato, che sono ingenti. E si sommano a quelli che il fuoco ha provocato alle strutture del capannone. «Aspettiamo di ricevere la relazione ufficiale dei vigili del fuoco – dice Angelo Montanelli, uno dei proprietari – e se nella ricostruzione delle cause emergeranno dubbi vedremo se sarà necessario procedere con una denuncia contro ignoti. Ora pensiamo solo a recuperare il materiale e ad organizzarci per rispettare le consegne già previste per settembre».
Verdure e consigli. I l sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, su richiesta dell'Asl, farà una comunicazione scritta ai proprietari di alcuni terreni situati vicino alla ferrovia in cui vieta di raccogliere verdure a foglia larga. Un divieto che riguarda gli orti situati fino ad un chilometro e mezzo di distanza dalla conceria, nella direzione di Firenze, lungo la direttrice della Firenze- Pisa- Livorno, cioè nella zona dove si è spostato il fumo. L'Asl ha comunque precisato che l'incendio non ha creato alcun rischio rispetto alla salute dei cittadini. Gli interessati ieri sono già stati contattati dall'Asl .
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